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Circolare 1/2021 – Legge di bilancio 2021: principali novità fiscali

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  1. Premessa
  2. Novità in materia di bonus edilizi
  3. Novità in materia di crediti di imposta
  4. Novità in materia di locazioni
  5. Novità in materia di trasmissione telematica dei corrispettivi
  6. Novità in materia di imu e tributi locali
  7. Novità in materia di rivalutazioni
  8. Novità in materia di bilanci
  9. Bonus capitalizzazioni e aggregazioni

 

1 PREMESSA

La presente circolare analizza le principali novità in materia fiscale delle disposizioni contenute nella Legge 30.12.2020 n. 178 (legge di bilancio 2021), in vigore dall’1.1.2021.

 

2 NOVITÀ IN MATERIA DI BONUS EDILIZI

2.1 Interventi di recupero del patrimonio edilizio

La detrazione IRPEF del 50% per gli interventi volti al recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16-bis co. 1 del TUIR, nel limite massimo di spesa di 96.000,00 euro per unità immobiliare è prorogata alle spese sostenute fino al 31.12.2021. Rimangono ferme le ulteriori disposizioni contenute nel citato art. 16-bis del TUIR.

2.2 “Bonus mobili”

Il c.d. “bonus mobili” (art. 16 co. 2 del DL 63/2013):

  • è prorogato alle spese sostenute nel 2021;
  • dall’1.1.2021, è elevato da 10.000,00 euro a 000,00 euro il limite massimo di spesa cui applicare la detrazione;
  • a tal fine, rilevano gli interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati dall’1.1.2020.

2.3 Interventi di riqualificazione energetica degli edifici (c.d. “Eco-bonus”)

La detrazione IRPEF/IRES spettante in relazione agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti di cui ai co. 344 - 349 dell’art. 1 della L. 296/2006 e all’art. 14 del DL 63/2013 è prorogata alle spese sostenute fino al 31.12.2021.

Si ricorda che, in generale, la detrazione spetta nella misura del 65% per le spese sostenute dal 6.6.2013 al 31.12.2021.

Tuttavia, dall’1.1.2018, per alcune tipologie di interventi l’aliquota della detrazione spettante è del 50%.

2.4 Superbonus del 110%

In materia di superbonus del 110%, la Legge di bilancio 2021 ha previsto:

  • la proroga alle spese sostenute fino al6.2022 della detrazione del 110% che, si ricorda, spetta per gli interventi di riqualificazione energetica, antisismici, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica dei veicoli elettrici di cui all’art. 119 del DL 34/2020;
  • la proroga alle spese sostenute entro il 12.2022 per i condomini, qualora entro il 30.6.2022 siano stati effettuati lavori almeno pari al 60% dell’intervento complessivo (per gli IACP questi ultimi termini diventano, rispettivamente, il 30.6.2023 e il 31.12.2022);
  • la ripartizione in 4 quote annuali di pari importo (anziché in 5), per le spese sostenute nell’anno 2022;
  • l’inserimento, fra i soggetti beneficiari, delle persone fisiche (che operano al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione) con riferimento agli interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche;
  • una nuova definizione di indipendenza funzionale dell’unità immobiliare, identificata nella presenza di almeno tre delle seguenti installazioni o manufatti di proprietà esclusiva: impianti per l’approvvigionamento idrico, impianti per il gas, impianti per l’energia elettrica e impianti di climatizzazione invernale;
  • l’inserimento, fra gli interventi “trainanti” agevolati, degli interventi di isolamento del tetto, a prescindere dal fatto che sia presente un sottotetto riscaldato o meno;
  • l’inserimento tra gli interventi “trainati” che possono beneficiare del superbonus del 110% (se eseguiti congiuntamente a quelli “trainanti”) degli interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche di cui all’art. 16-bis co. 1 lett. e) del TUIR (anche se effettuati in favore di persone di età superiore a 65 anni);
  • l’estensione della detrazione agli impianti solari fotovoltaici su strutture pertinenziali agli edifici;
  • la previsione di nuovi limiti di spesa per gli interventi di installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici di cui all’art. 16-ter del DL 63/2013;
  • l’obbligo di posizionare presso il cantiere, in un luogo ben visibile e accessibile, un cartello con la seguente dicitura: “Accesso agli incentivi statali previsti dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, superbonus 110 per cento per interventi di efficienza energetica o interventi antisismici”.
  • l’accesso al superbonus anche per gli edifici privi di attestato di prestazione energetica (APE) perché sprovvisti di copertura, di uno o più muri perimetrali, o di entrambi, purché al termine degli interventi, che devono comprendere anche quelli di isolamento termico delle superfici di cui alla lett. a) dell’art. 119 co. 1 del DL 34/2020 (c.d. cappotto termico), raggiungano una classe energetica in fascia A (la disposizione si applica anche nel caso di demolizione e ricostruzione o di ricostruzione su sedime esistente);
  • la proroga dell’opzione per la cessione/sconto sul corrispettivo del solo superbonus del 110% alle spese sostenute nel 2022 (per le altre detrazioni, invece, l’opzione può essere esercitata con riguardo alle sole spese sostenute negli anni 2020 e 2021).

2.5 “Bonus facciate”

La detrazione fiscale del 90% spettante per gli interventi di rifacimento delle facciate degli immobili (c.d. “bonus facciate”), di cui all’art. 1 co. 219 - 223 della L. 160/2019, è prorogata al 31.12.2021.

2.6 “Bonus verde”

Il c.d. “bonus verde” di cui ai co. 12 - 15 dell’art. 1 della L. 27.12.2017 n. 205 è prorogato anche per l’anno 2021.

Si ricorda che tale agevolazione consiste nella detrazione IRPEF del 36%, per le spese documentate, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti fino ad un ammontare complessivo delle spese stesse non superiore a 5.000,00 euro per unità immobiliare ad uso abitativo.

2.7 Credito d’imposta per sistemi di filtraggio dell’acqua

È istituito un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute per l’acquisto di sistemi di filtraggio di acqua potabile.

I soggetti beneficiari possono essere:

  • persone fisiche;
  • esercenti attività d’impresa, arti e professioni;
  • enti non commerciali.

Il credito spetta per le spese:

  • sostenute dall’1.1.2021 al 31.12.2022;
  • per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare E 290, finalizzati al miglioramento qualitativo delle acque destinate al consumo umano erogate da acquedotti;
  • fino ad un ammontare complessivo delle spese stesse non superiore:
    • per le persone fisiche non esercenti attività economica, a 000,00 euro per ciascuna unità immobiliare;
    • per gli altri soggetti, a 000,00 euro per ciascun immobile adibito all’attività commerciale o istituzionale.

Sulle modalità di fruizione dell’agevolazione sarà emanato uno specifico provvedimento.

2.8 “Bonus idrico”

È riconosciuta un’agevolazione:

  • alle persone fisiche residenti in Italia;
  • pari a 000,00 euro per ciascun beneficiario (nel limite di spesa complessivo di 20 milioni di euro per il 2021);
  • da utilizzare entro il 31.12.2021;
  • per interventi di sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto e di apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua, su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari.

3 NOVITÀ IN MATERIA DI CREDITI DI IMPOSTA

3.1 Credito di imposta per investimenti in beni strumentali

Per gli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati dal 16.11.2020 al 31.12.2022 (con termine “lungo” 30.6.2023) è previsto un nuovo credito d’imposta, la cui misura varia a seconda della tipologia di beni.

In generale, l’agevolazione riguarda:

  • beni strumentali nuovi;
  • acquistati o presi in leasing;
  • destinati a strutture produttive ubicate in Italia;

Sono esclusi:

  • autovetture e altri mezzi di trasporto ex art. 164 TUIR;
  • fabbricati e costruzioni;
  • beni con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%;
  • beni gratuitamente devolvibili delle imprese concessionarie nei settori energia, acqua, trasporti, infrastrutture, poste e telecomunicazioni, raccolta e depurazione di acque e rifiuti.

Le tre configurazioni dell’agevolazione sono descritte di seguito.

  • Il credito d’imposta “generale”, relativo agli investimenti in beni materiali e immateriali strumentali nuovi non “4.0”, è riconosciuto alle imprese e agli esercenti arti e professioni:
  • per gli investimenti effettuati dal 16.11.2020 al 31.12.2021 (o entro il 30.6.2022 con ordini confermati e acconti di almeno il 20% pagati entro il 31.12.2021):
    • nella misura del 10% del costo;
    • nella misura del 15% del costo per gli investimenti nel lavoro agile;
    • nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro per i beni materiali e ad 1 milione di euro per i beni immateriali;
  • per gli investimenti effettuati nel 2022 (con coda al 30.6.2023 nel caso di ordini confermati e acconti di almeno il 20% pagati entro il 31.12.2022):
    • nella misura del 6% del costo;
    • nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro per i beni materiali e ad 1 milione di euro per i beni immateriali.
  • Il credito d’imposta per gli investimenti in beni materiali “4.0”, compresi nell’Allegato A alla L. 232/2016, è riconosciuto (solo alle imprese):
  • per gli investimenti effettuati dal 16.11.2020 al 31.12.2021 (con coda al 30.6.2022 per “prenotazioni” entro il 31.12.2021), nella misura del
    • 50% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 30% per gli investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro;
    • 10% per gli investimenti tra 10 e 20 milioni di euro;
  • per gli investimenti effettuati nel 2022 (con coda al 30.6.2023 per “prenotazioni” entro il 31.12.2022), nella misura del:
    • 40% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 20% per gli investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro;
    • 10% per gli investimenti tra 10 e 20 milioni di euro.
  • Per gli investimenti relativi a beni immateriali “4.0” compresi nell’Allegato B alla L. 232/2016, il credito d’imposta è riconosciuto (solo alle imprese) per tutto il periodo agevolato (16.11.2020-31.12.2022):
  • nella misura del 20% del costo;
  • nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

 

In ogni caso, il credito d’imposta:

  • è utilizzabile in compensazione, con tributi e contributi, mediante il modello F24 (codici tributo, rispettivamente, “6935”, “6936”, “6937”);
  • spetta, generalmente, in tre quote annuali di pari importo (1/3 all’anno. L’eventuale quota di un terzo non usufruita nell’anno per incapienza è riportabile all’anno successivo e va a cumularsi con la quota di quest’ultimo);
  • per i soggetti con ricavi/compensi inferiori a 5 milioni di euro (non è stato chiarito a quale esercizio fare riferimento) che hanno effettuato investimenti in beni materiali e immateriali “ordinaridal 16.11.2020 al 31.12.2021, spetta in un’unica quota annuale;
  • nel caso di investimenti in beni “ordinari” è utilizzabile a decorrere dall’anno di entrata in funzione dei beni, mentre per gli investimenti in beni “Industria 4.0” a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione;
  • non è imponibile fiscalmente;
  • è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto gli stessi investimenti, purché non sia superato il costo sostenuto.

 

Infine:

  • nella fattura di acquisto dei beni deve essere riportato il riferimento normativo dell’agevolazione;
  • per i beni “0” di costo unitario superiore a 300.000,00 euro, è richiesta una perizia asseverata; per quelli di costo inferiore, invece, è sufficiente un’autodichiarazione del legale rappresentante.

 

Nella tabella seguente sono riportate le caratteristiche dell’agevolazione nelle tre configurazioni.

 

Tipologia di investimento Soggetti beneficiari Periodo di sostenimento dell’investimento Misura dell’agevolazione Limite massimo di costi agevolabili
Beni materiali e immateriali strumentali nuovi non “4.0”, Imprese

Artisti e professionisti

16.11.2020-31.12.2021 10% del costo

15% del costo nel caso di investimenti in lavoro agile

2 milioni di euro (beni materiali)

1 milione di euro (beni immateriali)

2022 6% del costo 2 milioni di euro (beni materiali)

1 milione di euro (beni immateriali)

Beni materiali “4.0” Imprese 16.11.2020-31.12.2021 50% per quota investimento fino a 2,5 mln di euro

30% per quota investimento tra 2,5 e 10 mln di euro

10% per quota investimento tra 10 e 20 mln di euro

20 milioni di euro
2022 40% per quota investimento fino a 2,5 mln di euro

20% per quota investimento tra 2,5 e 10 mln di euro

10% per quota investimento tra 10 e 20 mln di euro

20 milioni di euro
Beni immateriali “4.0” Imprese 16.11.2020-31.12.2022 20% del costo 1 milione di euro

N.B.: per investimenti effettuati tra il 16.11.2020 e il 31.12.2020 (con eventuale coda al 30.6.2021 per “prenotazioni” entro il 31.12.2020) è applicabile anche l’agevolazione prevista dalla L. 160/2019, che si applica agli investimenti in beni strumentali nuovi, ordinari o 4.0, effettuati in tutto il 2020 (con eventuale coda al 30.6.2021) e che prevede percentuali di credito di imposta generalmente meno convenienti rispetto a quelle della Legge di bilancio 2021.

In assenza di specifiche regole transitorie, si ritiene che la scelta tra l’una o l’altra agevolazione possa essere libera, salvo eventuali ulteriori chiarimenti.

 3.2 Altri crediti di imposta

Sono prorogati fino al 2022 i seguenti crediti di imposta.

 

Credito di imposta per ricerca, sviluppo e innovazione

  • Per le attività di ricerca e sviluppo agevolabili (ferme restando le specifiche maggiorazioni previste per il Mezzogiorno):
    • 20% della relativa base di calcolo;
    • nel limite massimo di 4 milioni di euro.
  • Per le attività di innovazione tecnologica:
    • 10% della relativa base di calcolo (o 15% in caso di obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0);
    • nel limite massimo di 2 milioni di euro.
  • Per le attività di design e ideazione estetica:
    • 10% della relativa base di calcolo;
    • nel limite massimo di 2 milioni di euro.
  • Il credito d’imposta è utilizzabile:
    • esclusivamente in compensazione mediante il modello F24;
    • in tre quote annuali di pari importo;
    • a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione;
    • subordinatamente all’avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione previsti.

 

Credito d’imposta per investimenti pubblicitari concesso:

  • a imprese, lavoratori autonomi, enti non commerciali;
  • nella misura unica del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche in formato digitale (non quindi su radio e TV);
  • entro il limite massimo di 50 milioni di euro per ciascun anno.

 

Credito di imposta per la formazione 4.0 (per investimenti nella formazione del personale su materie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese)

 

Credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno (per le imprese che acquistano beni strumentali nuovi facenti parte di un progetto di investimento iniziale e destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo).

4 NOVITÀ IN MATERIA DI LOCAZIONI

4.1 Modifiche alla disciplina sulle locazioni brevi

È introdotta una presunzione in base alla quale, a partire dal periodo d’imposta 2021:

  • il regime fiscale della cedolare secca è riconosciuto per le locazioni brevi “solo in caso di destinazione alla locazione breve di non più di 4 appartamenti per ciascun periodo d’imposta”;
  • l’eventuale locazione di 5 appartamenti o più, da chiunque effettuata, si presume svolta in forma imprenditoriale, con conseguente necessità di apertura della partita IVA e tassazione come reddito di impresa qualora l’attività sia svolta in maniera professionale e continuativa.

Tali disposizioni si applicano anche per i contratti stipulati tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, ovvero tramite soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di appartamenti da condurre in locazione (es. Airbnb e simili).

Inoltre, è istituita, presso il Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, una nuova banca di dati delle strutture ricettive e degli immobili destinati alle locazioni brevi, nella quale gli immobili e le strutture sono identificati mediante un codice da utilizzare in ogni comunicazione inerente all’offerta e alla promozione dei servizi all’utenza, fermo restando quanto stabilito in materia dalle leggi regionali.

L’attuazione della norma è demandata ad un decreto attuativo.

4.2 Credito d’imposta sui canoni di locazione di immobili ad uso non abitativo

Il credito d’imposta sui canoni di locazione di immobili ad uso non abitativo, di cui all’art. 28 del DL 34/2020, è esteso:

  • limitatamente a strutture turistico ricettive, tour operator e agenzie di viaggio (per i quali, si ricorda, operava già fino al 31.12.2020);
  • fino al 4.2021;
  • a condizione che abbiano subito un calo del fatturato di almeno il 50%, da valutare confrontando i corrispettivi nel mese di riferimento dell’anno 2021 con quelli registrati nello stesso mese dell’anno 2019.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:

  • nei casi di imprese multiattività, per impresa turistico-ricettiva deve intendersi quella i cui ricavi prevalenti derivano da tale attività (es. ristorante + albergo è impresa turistico-ricettiva se la maggior parte dei ricavi deriva dall’attività alberghiera);
  • il credito di imposta è ammesso anche se i canoni sono pagati nel 2021, purché riferiti ad uno dei mesi agevolabili e comunque spetta solo dopo il pagamento;
  • nel caso di cessione del credito di imposta locazioni (ad esempio al locatore), il soggetto a cui il credito è stato ceduto, qualora non lo abbia utilizzato entro il 31.12.2020, potrà usarlo in dichiarazione dei redditi 2021, relativa al periodo di imposta 2020, scomputandolo dalle relative imposte dovute;
  • nell’ipotesi di canone di locazione soggetto ad IVA, qualora l’IVA sia totalmente indetraibile (ai sensi dell’art. 19bis1 DPR 633/1972 o per effetto dell’opzione per la dispensa dagli adempimenti ex art. 36-bis DPR 633/1972) l’importo del canone deve essere assunto al lordo della stessa, altrimenti deve essere assunto al netto (anche in presenza di IVA parzialmente indetraibile per effetto del pro-rata);
  • chi avesse utilizzato il credito di imposta locazioni per i mesi di giugno o luglio 2020 prima dell’autorizzazione europea (del 28/10/2020), ha commesso una violazione (sanzione del 30%) sanabile con ravvedimento operoso.

Per maggiore chiarezza, la tabella sottostante riepiloga le condizioni per usufruire del credito in esame.

 

Soggetti beneficiari Requisito Ricavi 2019 Requisito calo fatturato Misura del credito Mesi di spettanza
Esercenti attività d’impresa, arte o professione ed enti non commerciali Ricavi 2019 < € 5 milioni Calo del 50% fatturato mese 2020 rispetto allo stesso mese 2019 ·      60% canone mensile di locazione, leasing o concessione

·      30% per affitto d’azienda o contratto di servizi

Marzo 2020

Aprile 2020

Maggio 2020

Giugno 2020

 

Imprese turistico-ricettive No Calo del 50% fatturato mese 2020 (o 2021) rispetto allo stesso mese 2019 ·      60% canone mensile di locazione, leasing o concessione

·      50% per affitto d’azienda o contratto di servizi

·      per entrambi i contratti se distinti

·      1.3.2020-30.4.2021

·      se stagionali:

1.4.2020-30.4.2021

Agenzia di viaggio e tour operator No Calo del 50% fatturato mese 2020 (o 2021) rispetto allo stesso mese 2019 ·      60% canone mensile locazione, leasing o concessione

·      30% per affitto d’azienda o contratto di servizi

·      1.3.2020-30.4.2021
Commercianti al dettaglio Ricavi 2019 > € 5 milioni Calo del 50% fatturato mese 2020 rispetto allo stesso mese 2019 ·      20% canone mensile di locazione, leasing o concessione

·      10% per affitto d’azienda o contratto di servizi

Marzo 2020

Aprile 2020

Maggio 2020

Giugno 2020

 

·      Soggetti che hanno aperto la partita IVA dal 1.1.2019

·      Soggetti che hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi con stato di emergenza già in vigore al 31.1.2020

No Misura prevista a seconda dei ricavi 2019 > o < di € 5 milioni e a seconda che si tratti di imprese turistico-ricettive Marzo 2020

Aprile 2020

Maggio 2020

Giugno 2020

 

Se turistico-ricettive (o agenzie di viaggio/tour operator):

·      1.3.2020-30.4.2021

·      se stagionali:

1.4.2020-30.4.2021

 

·      imprese operanti nei settori ex Allegato 1 al DL 137/2020 “Ristori”;

·      imprese operanti nei settori ex Allegato 2 al DL 137/2020 “Ristori” e agenzie di viaggio e tour operator, con sede operativa nelle “zone rosse”

No Calo del 50% fatturato mese 2020 rispetto allo stesso mese 2019 ·      60% canone mensile di locazione, leasing o concessione

·      30% per affitto d’azienda o contratto di servizi

Ottobre 2020

Novembre 2020

Dicembre 2020

4.3 Contributo a Fondo perduto per la riduzione dei canoni di locazione

È introdotto, per l’anno 2021, un contributo a Fondo perduto:

  • per il locatore che riduce il canone di locazione;
  • relativamente agli immobili (adibiti ad abitazione principale dal conduttore) situati in un comune ad alta tensione abitativa;
  • pari al 50% della riduzione del canone (la percentuale può essere rideterminata alla luce delle somme stanziate e delle domande presentate);
  • nel limite annuo di 1.200,00 euro per singolo locatore.

Per poterne usufruire, il locatore deve comunicare all’Agenzia delle Entrate, in via telematica tramite il modello RLI, la rinegoziazione del canone di locazione e ogni altra informazione utile ai fini dell’erogazione del contributo.

Le modalità applicative del contributo, la percentuale di riduzione del canone in base alle domande presentate, le modalità di monitoraggio delle comunicazioni all’Agenzia delle Entrate saranno determinate con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

5 NOVITÀ IN MATERIA DI TRASMISSIONE TELEMATICA DEI CORRISPETTIVI

5.1 Termini di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi e utilizzo di POS evoluti

Sono introdotte alcune novità nella disciplina relativa alla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi di cui all’art. 2 del DLgs. 127/2015:

  • la memorizzazione elettronica dei dati dei corrispettivi, nonché la consegna, a richiesta del cliente, della fattura o del documento commerciale devono avvenire non oltre il momento di ultimazione dell’operazione;
  • è prorogata di 6 mesi, dall’1.1.2021 all’7.2021, la possibilità, per gli esercenti, di avvalersi di sistemi evoluti di incasso (es. POS evoluti) per adempiere all’obbligo di memorizzazione e invio dei dati dei corrispettivi giornalieri (art. 2 co. 5-bis del DLgs. 127/2015);
  • in caso di errori nella memorizzazione/trasmissione dei corrispettivi, le irregolarità sono sanzionate in misura pari, per ciascuna operazione, al 90% dell’imposta relativa all’importo non memorizzato o non trasmesso;
  • in caso di omessa o tardiva trasmissione dei corrispettivi giornalieri oppure di incompleta/infedele trasmissione, qualora ciò non abbia avuto riflesso sulla liquidazione dell’IVA viene irrogata una sanzione in misura fissa pari a 100,00 euro per trasmissione (non per operazione), con un minimo di 500,00 euro, senza applicazione del cumulo giuridico;
  • qualora siano state contestate nel corso di 5 anni, 4 distinte violazioni dell’obbligo di memorizzazione/trasmissione dei corrispettivi, compiute in giorni diversi, è disposta la sanzione accessoria della chiusura dei locali commerciali da 3 giorni ad un mese.

5.2 Lotteria degli scontrini e cashback

Si ricorda che, ai sensi dell’art. 1 co. 540 ss. della L. 232/2016, è istituita la c.d. lotteria degli scontrini, alla quale possono partecipare le persone maggiorenni residenti in Italia che effettuano acquisti:

  • di beni e servizi di importo pari o superiore ad 1 euro;
  • al di fuori dell’esercizio di imprese, arti o professioni;
  • presso commercianti al minuto che trasmettono i dati dei corrispettivi in via telematica;
  • purché al momento dell’acquisto presentino il proprio codice lotteria (ottenuto inserendo sul portale Lotteria il proprio codice fiscale);
  • con pagamento esclusivamente e interamente con strumenti di pagamento elettronici (novità introdotta dalla Legge di bilancio 2021. Sono esclusi i ticket restaurant e le gift card);
  • esclusi gli acquisti on line, quelli per i quali è stata emessa fattura elettronica, nonché quelli per i quali è comunicato il codice fiscale al fine di fruire di detrazioni o deduzioni

L’esercente dovrà:

  • acquisire il codice lotteria del cliente;
  • evidenziare che il pagamento è avvenuto con mezzi elettronici;
  • trasmettere i relativi dati all’Agenzia delle Entrate entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione (successivamente, gli stessi dati saranno acquisiti dal Sistema Lotteria e verrà prodotto un biglietto virtuale per ogni euro speso, fino ad un massimo di mille biglietti per ogni scontrino).

I premi previsti sono:

  • per gli acquirenti:
    • un premio annuale da 5 milioni di euro;
    • 10 premi mensili da 100.000 euro;
    • 15 premi settimanali da 25.000 euro;
  • Per gli esercenti:
    • un premio annuale da 1 milione di euro;
    • 10 premi mensili da 20.000 euro;
    • 15 premi settimanali da 5.000 euro.

Le estrazioni saranno effettuate:

  • Annuale: alla data che sarà fissata con apposito provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli;
  • Mensili: ogni secondo giovedì del mese, a partire dal 11.3.2021, con riferimento ai corrispettivi del mese precedente (vale la data in cui il corrispettivo è comunicato al sistema lotteria e non la data dell’acquisto);
  • Settimanali: ogni giovedì, a partire dal 10.6.2021, con riferimento ai corrispettivi della settimana precedente.

Le vincite:

  • sono comunicate tramite PEC o raccomandata;
  • possono essere verificate anche sul Portale Lotteria, nell’area riservata che verrà attivata entro l’11.3.2021 (sul portale, dal 1.3.2021, gli acquirenti potranno segnalare se l’esercente si è rifiutato di acquisire il codice lotteria);
  • sono subordinate alla presentazione di documentazione, ove non in possesso dell’Amministrazione, che attesti il pagamento con mezzi elettronici (es. estratto di conto corrente o documento analogo o equipollente).

 

Si ricorda, inoltre, che ai sensi dell’art. 1 co. 288 ss. della L. 160/2019, è stato istituito il c.d. cashback, ossia un sistema di rimborsi a favore dei privati che effettuano acquisti senza utilizzo di denaro contante.

In particolare, dopo un periodo sperimentale di avvio della procedura dal 8 al 31 dicembre 2020, dal 1.1.2021 è attiva la procedura vera e propria che si articola in tre semestri (1.1.2021-30.6.2021; 1.7.2021-31.12.2021; 1.1.2022-30.6.2022) e prevede:

  • il rimborso del 10% dell’importo di ogni transazione;
  • con un minimo di 50 transazioni per ciascun semestre;
  • fino ad un valore massimo, per ogni transazione, di 150 euro (per quelle di importo superiore, il rimborso è calcolato comunque sull’importo massimo di 150 euro);
  • l’erogazione del rimborso entro il 60° giorno dalla fine del semestre di riferimento.

Al cashback possono aderire:

  • le persone maggiorenni residenti in Italia;
  • registrandosi sull’app IO, comunicando il proprio codice fiscale e gli strumenti di pagamento elettronici utilizzati per effettuare i pagamenti.

La Legge di bilancio 2021 ha chiarito che i rimborsi attribuiti nell’ambito del meccanismo del “cashback” non concorrono a formare il reddito di chi li percepisce per l’intero ammontare corrisposto nel periodo d’imposta e non sono assoggettati ad alcun prelievo erariale.

6 NOVITÀ IN MATERIA DI IMU E TRIBUTI LOCALI

6.1 Esclusione dal versamento della prima rata dell’IMU 2021

Per l’anno 2021 non è dovuta la prima rata dell’IMU relativa:

  • agli immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché agli immobili degli stabilimenti termali;
  • agli immobili rientranti nella categoria catastale D/2 (alberghi e pensioni) e relative pertinenze, agli immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi soggetti passivi siano anche gestori delle attività ivi esercitate;
  • agli immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni;
  • agli immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night club e simili, a condizione che i relativi soggetti passivi siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

 

6.2 “Canone Unico”

Dal 2021, è introdotto il canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria (c.d. “canone unico”) che sostituisce:

  • la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP);
  • il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP);
  • l’imposta comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni (ICPDPA);
  • il canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari (CIMP);
  • il canone di cui all’art. 27 co. 7 e 8 del DLgs. 30.4.92 n. 285, limitatamente alle strade di pertinenza dei Comuni e delle Province.

I soggetti obbligati al pagamento del “canone unico” sono:

  • il titolare dell’atto di concessione dell’occupazione;
  • i soggetti che occupano il suolo pubblico, anche in via mediata, attraverso l’utilizzo materiale delle infrastrutture del soggetto titolare della concessione sulla base del numero delle rispettive utenze.

7 NOVITÀ IN MATERIA DI RIVALUTAZIONI

7.1 Proroga della rideterminazione del costo fiscale dei terreni e delle partecipazioni non quotate

È prorogata per il 2021 la possibilità di rideterminare il costo fiscale delle partecipazioni non quotate e dei terreni, ai sensi degli artt. 5 e 7 della L. 448/2001, posseduti:

  • da persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia;
  • alla data dell’1.2021;
  • al di fuori del regime d’impresa.

La rivalutazione consente di affrancare in tutto o in parte le plusvalenze conseguite, ex art. 67 co. 1 lett. a) - c-bis) del TUIR, in caso di cessione a titolo oneroso delle partecipazioni o dei terreni, purché entro il 30.6.2021:

  • un professionista abilitato (ad esempio, dottore commercialista, geometra, ingegnere e così via) rediga e asseveri la perizia di stima della partecipazione o del terreno;
  • il contribuente interessato versi l’imposta sostitutiva con aliquota unica dell’11% sul valore di perizia del terreno o della partecipazione non quotata, per l’intero suo ammontare, ovvero (in caso di rateizzazione) limitatamente alla prima delle 3 rate annuali di pari importo.

7.2 Rivalutazione beni di impresa e riallineamento dei valori

In tema di rivalutazioni, si ricorda brevemente che l’art. 101 del DL 104/2020 ha previsto per i titolari di reddito di impresa che non adottano i principi contabili internazionali la possibilità di:

  • rivalutare i beni materiali e immateriali e le partecipazioni risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31.12.2019:
    • sono esclusi i “beni merce”, l’avviamento, i costi pluriennali e le attività finanziarie diverse dalle partecipazioni immobilizzate in società controllate e collegate;
    • la rivalutazione deve avvenire nel primo bilancio successivo (per i soggetti “solari”, quello al 31.12.2020);
    • la rivalutazione può avere valenza solo civilistica, oppure anche fiscale previo versamento di un’imposta sostitutiva di imposte sui redditi e IRAP del 3%;
    • la rivalutazione fiscale comporta il riconoscimento dei maggiori valori, ai fini dell’ammortamento deducibile, a partire dall’esercizio successivo e, ai fini delle plus e minusvalenze da cessione, a partire dall’inizio del quarto esercizio successivo.
  • di ottenere il riconoscimento fiscale del maggior valore dei beni iscritti nel bilancio al 31.12.2019 (ossia, quando il valore iscritto in bilancio è superiore a quello riconosciuto fiscalmente per effetto di operazioni straordinarie o di rivalutazioni solo civilistiche):
    • per effetto della Legge di bilancio 2021, sono compresi l’avviamento e le “altre attività immateriali” (intese queste ultime come costi pluriennali, quali costi di impianto e ampliamento, costi di ricerca, sviluppo e pubblicità);
    • il riallineamento è possibile anche per i soggetti che adottano i principi contabili internazionali;
    • il riallineamento comporta il versamento di un’imposta sostitutiva del 3%.

8 NOVITÀ IN MATERIA DI BILANCI

8.1 Sospensione delle disposizioni del Codice Civile in caso di perdite oltre un terzo o al di sotto del limite legale

Si ricorda che l’art. 6 del DL 23/2020 ha sospeso sino al 31.12.2020 l’applicazione degli artt. 2446, co. 2 e 3, 2447, 2482-bis co. 4, 5 e 6 e 2482-ter c.c., in materia di riduzione del capitale per perdite di oltre un terzo o al di sotto del minimo legale, nonché degli artt. 2484, co. 1, n. 4), e 2545-duodecies c.c. che prevedono la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale.

La legge di bilancio 2021 ha prorogato la sospensione delle suddette disposizioni civilistiche sino al 31.12.2025.

Pertanto, a decorrere dall’1.1.2021:

  • per le perdite emerse nell’esercizio in corso alla data del 31.12.2020 non si applicano le disposizioni civilistiche che obbligano alla riduzione del capitale sociale in caso di perdite di oltre un terzo non ripianate entro l’esercizio successivo o che richiedono lo scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale;
  • il termine entro il quale la perdita deve risultare diminuita a meno di un terzo è posticipato al quinto esercizio successivo e l’assemblea che approva il bilancio di tale esercizio (2025) deve ridurre il capitale in proporzione alle perdite accertate;
  • nelle ipotesi di riduzione del capitale al di sotto del minimo legale, l’assemblea convocata senza indugio dagli amministratori, può deliberare di rinviare le decisioni sull’immediata riduzione del capitale e contemporaneo aumento del medesimo a una cifra non inferiore al minimo legale o, in alternativa, sulla trasformazione o scioglimento della società stessa, all’assemblea che approva il bilancio del quinto esercizio successivo (2025). Sino alla data di tale assemblea non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale;
  • le perdite in questione devono essere distintamente indicate nella Nota integrativa con specificazione, in appositi prospetti, della loro origine nonché delle movimentazioni intervenute nell’esercizio, al fine di tenerle separate da eventuali perdite future non “coperte” dalla nuova disciplina.

Si noti che:

  • resta fermo l’obbligo per l’organo amministrativo di convocare senza indugio l’assemblea, sottoponendole una relazione sulla situazione patrimoniale della società, per dar conto della perdita di oltre un terzo del capitale sociale;
  • la legge di bilancio 2021 non ha prorogato la sospensione degli artt. 2467 e 2497 quinquies c.c. relativi alla postergazione dei finanziamenti effettuati dai soci, che era stata disposta dal DL 23/2020 fino al 31.12.2020 (dal 1.1.2021, pertanto, i finanziamenti soci effettuati in un momento in cui risulta un eccessivo squilibrio dell'indebitamento rispetto al patrimonio netto oppure in una situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento tornano ad essere postergati rispetto alla soddisfazione degli altri creditori).

8.2 Sospensione degli ammortamenti e della continuità aziendale

Seppure non contenute nella Legge di bilancio 2021 ma in precedenti disposizioni, si ricordano altre due novità in materia di redazione dei bilanci 2020:

  • la sospensione degli ammortamenti (art. 60 co. 7-bis – 7-quater DL 104/2020 conv. dalla L. 126/2020):
    • alle imprese che redigono il bilancio in base al Codice Civile e ai Principi Contabili Nazionali è consentito non contabilizzare fino al 100% degli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e immateriali (esclusi i beni in leasing), dando conto delle ragioni e degli effetti della scelta in Nota Integrativa;
    • le quote di ammortamento non contabilizzate saranno imputate nel CE relativo all’esercizio successivo, determinando, con lo stesso criterio, il differimento di tutte le quote successive e allungando così il piano di ammortamento originario di un anno;
    • è obbligatorio accantonare ad una riserva indisponibile utili di ammontare corrispondente agli ammortamenti non effettuati (se l’utile di esercizio non è sufficiente, si utilizzano riserve di utili o di capitale disponibili o, in mancanza, utili di esercizi successivi);
    • le quote di ammortamento non contabilizzate in bilancio sono deducibili fiscalmente ai fini IRES e IRAP, con necessità di stanziare il fondo imposte differite da utilizzare quando sarà contabilizzata l’ultima quota di ammortamento, già dedotta fiscalmente nei precedenti esercizi;
  • la sospensione del criterio della continuità aziendale (art. 38-quater co. 2 del DL 34/2020):
    • è consentita la deroga all’art. 2423-bis n. 1 c.c. che stabilisce che la valutazione delle voci di bilancio deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva della continuazione dell'attività, con riferimento ad almeno i 12 mesi successivi alla chiusura dell’esercizio se:
      • nel bilancio chiuso al 31.12.2019 non ci si era avvalsi della deroga già prevista dall’art. 7, co. 2 della L. 40/2020 in quanto sussisteva la continuità;
      • nel bilancio al 31.12.2019 sussisteva la continuità per effetto della deroga suddetta;
    • non è consentita la deroga se nel bilancio al 31.12.2019 la società ha dichiarato che non sussistevano ragionevoli alternative alla cessazione dell’attività, pur non essendo state ancora accertate cause di scioglimento;
    • la scelta di avvalersi della deroga deve essere illustrata e motivata in Nota Integrativa.

9 BONUS CAPITALIZZAZIONI E AGGREGAZIONI

9.1 Bonus capitalizzazioni

L’art. 26 del DL 34/2020, così come integrato dalla Legge di bilancio 2021, ha previsto due bonus capitalizzazioni per le società:

  • di capitali, quali Spa, Sapa, Srl (anche semplificate), società cooperative, società europee;
  • diverse da holding, intermediari finanziari e assicurazioni, imprese in difficoltà o che hanno commesso violazioni;
  • con ricavi caratteristici superiori a 5 milioni di euro e fino a 50 milioni di euro;
  • che abbiano subito una riduzione nei ricavi a marzo-aprile 2020 rispetto a marzo-aprile 2019 di almeno un terzo;
  • che abbiano deliberato ed eseguito un aumento di capitale a pagamento:
    • tra il 20.5.2020 e il 31.12.2020 per il bonus ai soci;
    • tra il 20.5.2020 e il 30.6.2021 per il bonus alla società;
    • interamente versato.

 

Il bonus ai soci consiste in un credito di imposta:

  • per i soci che hanno effettuato i conferimenti;
  • pari al 20% del conferimento in denaro effettuato, con un massimo di conferimento agevolabile di 2 milioni di euro;
  • non imponibile fiscalmente;
  • utilizzabile:
    • nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta di effettuazione dell’investimento e in quello successivo (quindi 2020-2021);
    • a partire dal 10° giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, anche in compensazione in F24 (senza limiti annuali);
  • previa presentazione di apposita istanza i cui termini e modalità saranno stabiliti da apposito provvedimento;
  • con decadenza dal beneficio qualora:
    • il socio non detenga la relativa partecipazione almeno fino al 31.12.2023;
    • la società distribuisca riserve prima del 2024.

 

Il bonus alla società:

  • è concesso alle società che presentano una perdita nell’esercizio 2020;
  • consiste in un credito di imposta del 50% di detta perdita, per la parte che eccede il 10% del patrimonio netto 2020 (al lordo della perdita);
  • prevede un limite massimo di credito spettante, pari al 30% dell’aumento di capitale (50% per gli aumenti di capitale deliberati ed eseguiti dal 1.1.2021);
  • non è imponibile fiscalmente;
  • richiede la presentazione di apposita istanza secondo modalità e termini che saranno stabiliti da apposito provvedimento;
  • decade in caso di distribuzione di riserve prima del 2024 (o del 2025 nel caso di aumenti deliberati ed eseguiti dal 1.1.2021);
  • è utilizzabile in compensazione in F24 a partire dal 10° giorno successivo all’effettuazione dell’investimento, purché successivo all’approvazione del bilancio 2020 ed entro il 30.11.2021.

 

9.2 Bonus aggregazioni

Alle imprese che effettuano operazioni straordinarie di fusione, scissione o conferimento sono riconosciuti due bonus:

  • il riconoscimento gratuito ai fini IRES e IRAP del maggior valore attribuito all’avviamento e ai beni strumentali fino ad un massimo di 5 milioni di euro (art. 11 DL 34/2019), per le operazioni effettuate tra il 1.5.2019 e il 31.12.2022;
  • la trasformazione in crediti di imposta delle imposte anticipate relative alle perdite fiscali e alle eccedenze ACE maturate nei periodi precedenti (Legge di bilancio 2021) per le operazioni effettuate tra il 1.1.2021 e il 31.12.2021.

 

NOTA BENE - Le informazioni contenute nella presente circolare sono fornite con l’intendimento che non possano essere interpretate come prestazioni di consulenza legale, contabile, fiscale o di altra natura professionale. Il contenuto ha finalità̀ esclusivamente divulgativa generale e non può̀ sostituire incontri con consulenti fiscali, legali o professionali di altra natura. Prima di adottare scelte o provvedimenti, è necessario consultare consulenti professionali qualificati. Lo Studio Fazzini & Partners, nonché́ i relativi soci, professionisti e dipendenti, declinano qualsivoglia responsabilità̀ nei confronti di chiunque per le decisioni o i provvedimenti adottati, che fanno esclusivo affidamento sulle informazioni contenute nella presente circolare. Le informazioni contenute nella presente circolare sono di proprietà̀ dello Studio Fazzini & Partners e possono essere usate esclusivamente a fini personali e interni; è vietato copiarle, inoltrarle o fornirle comunque a terzi.

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