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Circolare 4/2021 – DL Sostegni: modifiche in sede di conversione

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  1. Premessa
  2. Esclusioni dal versamento della prima rata IMU per l’anno 2021
  3. Canoni di locazione non percepiti
  4. Contributo a fondo perduto per le start up
  5. Compensazione crediti commerciali verso P.A. con somme iscritte a ruolo - proroga per il 2021
  6. Erogazioni in natura ai dipendenti - incremento della soglia di esenzione
  7. Rivalutazione dei beni d’impresa - estensione ai bilanci al 31.12.2021
  8. Rivalutazione gratuita dei beni delle imprese dei settori alberghiero e termale - affitto d’azienda
  9. Rinvio degli obblighi di segnalazione dei creditori pubblici

1 PREMESSA

Come già detto nella precedente circolare n. 3/2021, con il DL 22.3.2021 n. 41 (c.d. decreto “Sostegni”), entrato in vigore il 23.3.2021, sono state emanate ulteriori misure urgenti per imprese, operatori economici, lavoratori e famiglie a causa dell’emergenza epidemiologica da Coronavirus (COVID-19).

In sede di conversione nella L. 21.5.2021 n. 69, entrata in vigore il 22.5.2021, sono state previste alcune novità rispetto al testo originario, alcune delle quali sono sintetizzate di seguito.

2 ESCLUSIONI DAL VERSAMENTO DELLA PRIMA RATA IMU PER L’ANNO 2021

Con l’art. 6-sexies del DL 41/2021 convertito è stato previsto che non sono tenuti a pagare la prima rata dell’IMU per l’anno 2021 (il cui termine è fissato al 16.6.2021):.

  • i possessori di immobili che hanno i requisiti per ottenere il contributo a fondo perduto di cui all’art. 1 del DL 41/2021;
  • sempreché in detti immobili venga anche esercitata la loro attività.

L’esenzione dall’IMU si applica nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”, di cui alla comunicazione della Commissione europea del 19.3.2020 e successive modifiche.

Si ricorda che potevano ottenere il contributo a fondo perduto ex art. 1 DL 41/2021 (DL Sostegni):

  • i soggetti titolari di partita IVA, residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, che svolgono attività d’impresa, arte o professione e hanno conseguito ricavi/compensi nel periodo di imposta 2019 non superiori a 10 milioni di euro oppure che producono reddito agrario (esclusi coloro che hanno cessato l’attività al 22.3.2021, che hanno aperto la partita IVA dopo il 22.3.2021, gli enti pubblici e gli intermediari finanziari);
  • con un ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2020 inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2019;
  • nella misura di una delle seguenti percentuali applicata sulla differenza tra fatturato/corrispettivi medi mensili 2019 e fatturato/corrispettivi medi mensili 2020:
    • 60% per i soggetti con ricavi e compensi 2019 non superiori a 100.000 euro;
    • 50% per i soggetti con ricavi o compensi 2019 superiori a 100.000 euro e fino a 400.000 euro;
    • 40% per i soggetti con ricavi o compensi 2019 superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro;
    • 30% per i soggetti con ricavi o compensi 2019 superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro;
    • 20% per i soggetti con ricavi o compensi 2019 superiori a 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro.

3 CANONI DI LOCAZIONE NON PERCEPITI

L’art. 6-septies del DL 41/2021 convertito prevede che le disposizioni del novellato art. 26 del TUIR, in materia di detassazione dei canoni di locazione di immobili abitativi non percepiti, abbiano effetto per “i canoni derivanti dai contratti di locazione di immobili non percepiti a decorrere dal 1.1.2020”, indipendentemente dalla data di stipula del contratto.

Si ricorda che l’art. 26 co. 1 del TUIR è stato modificato dall’art. 3-quinquies co. 1 del DL 30.4.2019 n. 34 (conv. L. 28.6.2019 n. 58), prevedendo una nuova disposizione relativamente alla tassazione dei canoni di locazione di immobili abitativi non percepiti:

  • in generale, i redditi derivanti dai canoni di locazione sono assoggettati ad IRPEF anche se non percepiti dal locatore (finché perduri in vita il contratto);
  • tuttavia, limitatamente ai contratti di locazione di immobili ad uso abitativo, i canoni non percepiti non sono soggetti ad IRPEF a decorrere dall’intimazione di sfratto per morosità o l’ingiunzione di pagamento (secondo la formulazione originaria dell’art. 26 TUIR, invece, la decorrenza era dalla conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore);
  • con la conversione del DL 41/2021, la nuova disposizione trova applicazione a tutti i canoni non percepiti dall’1.1.2020, a prescindere dalla data di stipula del contratto (originariamente avrebbe dovuto avere effetto solo per i contratti stipulati a decorrere dal 1.1.2020).

Si noti che la norma ha effetti già sulla dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2020, poiché il locatore che non abbia percepito alcun canone di locazione nel 2020 per morosità del conduttore e, prima della data di presentazione del modello REDDITI PF 2021 o 730/2021, abbia effettuato l’ingiunzione di pagamento o l’intimazione di sfratto per morosità, potrà tassare come reddito fondiario la sola rendita catastale.

4 CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PER LE START UP

L’art. 1-ter del DL 41/2021 convertito riconosce, per il 2021, un contributo a fondo perduto nella misura massima di 1.000,00 euro a favore dei soggetti titolari di reddito d’impresa:

  • che hanno attivato la partita IVA nel 2018;
  • la cui attività d’impresa è effettivamente iniziata nel corso del 2019, in base alle risultanze del Registro delle imprese tenuto presso la Camera di commercio;
  • che non hanno diritto al contributo di cui all’art. 1 del DL 41/2021 (contributo a fondo perduto DL Ssostegni).

Con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze saranno definiti i criteri e le modalità di attuazione di tali disposizioni.

5 COMPENSAZIONE CREDITI COMMERCIALI VERSO P.A. CON SOMME ISCRITTE A RUOLO - PROROGA PER IL 2021

Con l’art. 1 co. 17-bis del DL 41/2021 convertito viene estesa anche all’anno 2021 la possibilità, per le imprese e i lavoratori autonomi, di utilizzare in compensazione, con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo o derivanti da atti esecutivi, affidate agli Agenti della Riscossione entro il 31.10.2020, i crediti:

  • maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione;
  • relativi a somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali;
  • non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, che sono stati oggetto di apposita certificazione da parte dell’Ente debitore.

La nuova modalità di compensazione dei crediti commerciali e professionali può essere esercitata:

  • a decorrere dal 22.5.2021 (data di entrata in vigore della L. 69/2021) e fino al 31.12.2021;
  • in relazione a tributi erariali, regionali e locali, contributi previdenziali e assistenziali, premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, entrate spettanti all’Ente che ha rilasciato la certificazione, nonché per gli oneri accessori, gli aggi e le spese a favore dell’Agente della Riscossione, relativi ai carichi affidati entro il 31.10.2020;
  • qualora la somma affidata all’Agente della Riscossione sia inferiore o pari al credito vantato;
  • su richiesta del creditore, che dovrà presentare all’Agente della Riscossione competente la certificazione del credito rilasciata dalla Pubblica Amministrazione debitrice.

6 EROGAZIONI IN NATURA AI DIPENDENTI - INCREMENTO DELLA SOGLIA DI ESENZIONE

Per effetto dell’art. 6-quinquies del DL 41/2021 convertito, l’importo del valore dei beni ceduti e dei servizi prestati dall’azienda ai lavoratori dipendenti, che non concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente ai sensi dell’art. 51 co. 3 del TUIR, è elevato da 258,23 a 516,46 euro anche per il 2021 (incremento precedentemente previsto per il solo 2020).

7 RIVALUTAZIONE DEI BENI D’IMPRESA - ESTENSIONE AI BILANCI AL 31.12.2021

L’art. 1-bis del DL 41/2021 convertito dispone che la rivalutazione dei beni d’impresa di cui all’art. 110 del DL 14.8.2020 n. 104 (conv. L. 13.10.2020 n. 126) può essere eseguita anche nel bilancio successivo a quello in corso al 31.12.2020, vale a dire nel bilancio al 31.12.2021 per i soggetti “solari”, limitando però tale facoltà:

  • ai beni non rivalutati nel bilancio precedente;
  • ai soli fini civilistici, senza la possibilità di affrancamento del saldo attivo e di riconoscimento degli effetti a fini fiscali.

8 RIVALUTAZIONE GRATUITA DEI BENI DELLE IMPRESE DEI SETTORI ALBERGHIERO E TERMALE - AFFITTO D’AZIENDA

L’art. 5-bis del DL 41/2021 contiene  una disposizione di interpretazione autentica dell’art. 6-bis del DL 8.4.2020 n. 23 (conv. L. 5.6.2020 n 40), recante la disciplina della rivalutazione gratuita dei beni delle imprese dei settori alberghiero e termale, prevedendo che le relative disposizioni si applicano, alle medesime condizioni, anche per:

  • gli immobili a destinazione alberghiera concessi in locazione o affitto di azienda a soggetti operanti nei settori alberghiero e termale;
  • gli immobili in corso di costruzione, rinnovo o completamento.

In caso di affitto di azienda la rivalutazione è ammessa a condizione che le quote di ammortamento siano deducibili nella determinazione del reddito del concedente ai sensi dell’art. 102 co. 8 del TUIR.

Nel caso di immobili in corso di costruzione, rinnovo o completamento, la destinazione si deduce dai titoli edilizi e in ogni altro caso dalla categoria catastale.

9 RINVIO DEGLI OBBLIGHI DI SEGNALAZIONE DEI CREDITORI PUBBLICI

L’art. 5 co. 14 del DL 41/2021 convertito, modificando l’art. 15 co. 7 del DLgs. 14/2019 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, in vigore dall’1.9.2021), ha prorogato la disciplina delle segnalazioni dei creditori pubblici qualificati, stabilendo che:

  • l’Agenzia delle Entrate, in presenza di un’esposizione debitoria rilevante, avrà l’obbligo di segnalazione a decorrere dalle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA relative al primo trimestre del “secondo anno d’imposta successivo” (e non più dell’anno d’imposta successivo) all’entrata in vigore del DLgs. 14/2019 (quindi dal 2023);
  • per l’INPS e per l’Agente della Riscossione, l’obbligo decorre invece dall’anno successivo a quello di entrata in vigore del D.lgs. 14/2019 (quindi dal 2022).

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