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Circolare 27/2020 – Crediti di imposta per sanificazioni e per adeguamento ambienti di lavoro – Circolare n. 20/E e Provvedimento attuativo del 10 luglio 2020

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Indice: 1. Premessa; 2. Credito di imposta per adeguamento ambienti di lavoro; 3. Credito di imposta per sanificazione e acquisto di dpi; 4. Comunicazioni all’Agenzia delle Entrate;

1. PREMESSA

Con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 259854 del 10 luglio 2020, sono stati definiti i criteri e le modalità di applicazione e fruizione dei crediti d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione di cui agli artt. 120 e 125 del DL 34/2020, nonché le modalità per la comunicazione dell’opzione per la cessione di tali crediti ai sensi dell’art. 122 del medesimo DL.

Inoltre, con la circolare n. 20/E del 10 luglio 2020, la stessa Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti in merito a tali agevolazioni.

La presente circolare riassume i tratti salienti dei citati documenti di prassi.

2. CREDITO DI IMPOSTA PER ADEGUAMENTO AMBIENTI DI LAVORO

Si ricorda che il credito di imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro di cui all’art. 120 del DL 34/2020, è un’agevolazione concessa a favore di imprenditori, artisti o professionisti non occasionali (sia individuali che collettivi e indipendentemente dal regime contabile e fiscale adottato), che svolgano attività aperte al pubblico rientranti nei codici ATECO riportati nella seguente tabella (tipicamente bar, ristoranti, teatri, ecc..), nonché a favore di associazioni, fondazioni e altri enti privati, compresi quelli del Terzo Settore, indipendentemente dal tipo di attività esercitata.

 

 

Codice ATECO 2007 Denominazione
551000 Alberghi
552010 villaggi turistici
552020 ostelli della gioventù
552030 rifugi di montagna
552040 colonie marine e montane
552051 affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence
552052 attività di alloggio connesse alle aziende agricole
553000 aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte
559010 gestione di vagoni letto
559020 alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero
561011 ristorazione con somministrazione
561012 attività di ristorazione connesse alle aziende agricole
561020 ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto
561030 gelaterie e pasticcerie
561041 gelaterie e pasticcerie ambulanti
561042 ristorazione ambulante
561050 ristorazione su treni e navi
562100 catering per eventi, banqueting
562910 Mense
562920 catering continuativo su base contrattuale
563000 bar e altri esercizi simili senza cucina
591400 attività di proiezione cinematografica
791100 attività delle agenzie di viaggio
791200 attività dei tour operator
799011 servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi ed altri eventi ricreativi e d’intrattenimento
799019 altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle agenzie di viaggio NCA
799020 attività di guide e degli accompagnatori turistici
823000 organizzazione di convegni e fiere
900101 attività nel campo della recitazione
900109 altre rappresentazioni artistiche
900201 noleggio con operatore di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli
900202 attività nel campo della regia
900209 altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche
900400 gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche
910100 attività di biblioteche ed archivi
910200 attività di musei
910300 gestione di luoghi e monumenti storici e attrazioni simili
910400 attività degli orti botanici, dei giardini zoologici e delle riserve naturali
932100 parchi di divertimento e parchi tematici
932920 gestione di stabilimenti balneari: marittimi, lacuali e fluviali
960420 stabilimenti termali

Il bonus consiste nel riconoscimento di un credito di imposta (fiscalmente imponibile) pari al 60% delle spese ammissibili sostenute nel 2020 per interventi edilizi o di acquisto di arredi e per investimenti connessi ad attività innovative, necessari al rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle misure finalizzate al contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro e sarà utilizzabile in compensazione in F24, previo sostenimento delle relative spese, soltanto a decorrere dal 1 gennaio 2021 e non oltre il 31 dicembre 2021 o, in alternativa, potrà essere ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione, a decorrere dal 1 ottobre 2020 e non oltre il 31 dicembre 2021.

Il modello F24 per l’utilizzo del credito in compensazione potrà essere inviato soltanto tramite i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate, utilizzando l’apposito codice tributo che sarà istituito con successiva risoluzione.

3. CREDITO DI IMPOSTA PER SANIFICAZIONE E ACQUISTO DI DPI

Si ricorda che l’articolo 125 del DL Rilancio prevede l’assegnazione di un credito d’imposta per le spese sostenute per la sanificazione degli ambienti di lavoro e degli strumenti utilizzati e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.

I soggetti beneficiari sono:

  • esercenti attività di impresa, arte o professione non occasionali, sia in forma individuale che collettiva, indipendentemente dal regime contabile e fiscale adottato;
  • enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti;

Le spese agevolabili possono essere suddivise in due categorie:

  • quelle sostenute per la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale o per la sanificazione degli strumenti (nuovi o già in uso) impiegati nell’ambito di tali attività;
  • quelle sostenute per l’acquisto di:
    • dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
    • prodotti detergenti e disinfettanti;
    • dispositivi di sicurezza diversi da quelli precedenti, quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
    • dispostivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione.

Con riferimento alle attività di “sanificazione”, la circolare Agenzia Entrate n. 20/E del 2020 precisa che deve trattarsi di attività finalizzate ad eliminare o ridurre a quantità non significative la presenza del virus che ha determinato l’emergenza epidemiologica COVID-19.

Tale condizione risulta soddisfatta:

  • qualora sia presente apposita certificazione redatta da operatori professionisti sulla base dei Protocolli di regolamentazione vigenti;
  • qualora l’attività di sanificazione, in presenza di specifiche competenze già ordinariamente riconosciute, sia svolta anche in economia dal soggetto beneficiario, avvalendosi di propri dipendenti o collaboratori, sempre che rispetti le indicazioni contenute nei Protocolli di regolamentazione vigenti, come attestato da documentazione interna (in questo caso, l’ammontare della spesa agevolabile può essere determinato, ad esempio, moltiplicando il costo orario di lavoro del soggetto impegnato in tale attività per le ore effettivamente impiegate nella medesima, risultanti da fogli di lavoro interni all’azienda, aggiungendo anche le spese sostenute per i prodotti disinfettanti impiegati. In ogni caso, l’ammontare delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti così determinato dovrà essere congruo rispetto al valore di mercato per interventi similari).

L’Agenzia delle Entrate chiarisce inoltre che, anche laddove le spese di sanificazione siano già previste per particolari tipi di attività (es. studi odontoiatrici o centri estetici) e quindi costituiscano spese ordinarie, indipendentemente dall’epidemia da Covid-19, le stesse risultano comunque agevolate, purché sostenute nel 2020.

Relativamente alla seconda categoria di spese agevolabili, l’Agenzia delle Entrate precisa che:

  • per i dispositivi di protezione individuale, le relative spese sono considerate agevolabili solo in presenza della documentazione attestante la conformità ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea (occorre quindi conservarne copia);
  • sono agevolabili le spese sostenute per l’acquisto di articoli di abbigliamento protettivo, dai molteplici usi, non necessariamente correlati alla sanificazione, quali guanti in lattice, visiere ed occhiali protettivi, tute di protezione, ecc., sempreché siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, acquistati per tutto il 2020, indipendentemente dal fatto che, per certe categorie di attività costituiscano spese ordinarie non necessariamente legate al contenimento della diffusione dell’epidemia da Covid-19.

L’agevolazione consiste nel riconoscimento di un credito di imposta pari al 60% delle spese agevolabili sostenute nel 2020:

    • per un ammontare massimo di credito di imposta di 60.000 euro per beneficiario;
  • per un ammontare massimo di spese agevolabili di 100.000 euro per beneficiario, al netto dell’IVA (ma compresa l’eventuale IVA indetraibile da includere nel costo fiscale dei beni);
  • nel limite dell’ammontare massimo del credito d’imposta fruibile per ciascun beneficiario, pari al credito d’imposta richiesto moltiplicato per la percentuale che sarà resa nota con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro l’11 settembre 2020. Detta percentuale è ottenuta rapportando il limite complessivo di spesa di 200 milioni di euro all’ammontare complessivo dei crediti d’imposta richiesti (in pratica, se l’ammontare complessivo dei crediti d’imposta richiesti è inferiore al limite di spesa complessivo, la percentuale è pari al 100 per cento e ciascun beneficiario potrà fruire dell’intero credito di imposta al medesimo spettante, pari al 60% delle spese sostenute nel limite di 60.000 euro; altrimenti, a ciascun beneficiario spetterà una percentuale ridotta).

Inoltre, dato il riferimento alle “spese sostenute nel 2020”, la circolare Agenzia Entrate n. 20/E del 2020 precisa che:

  • sono ammissibili anche le spese sostenute prima del 19 maggio 2020, data di entrata in vigore del DL 34/2020;
  • per gli esercenti arti e professioni, per gli enti non commerciali e per le imprese in contabilità semplificata, si fa riferimento al criterio di cassa, ossia alla data dell'effettivo pagamento, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi e degli investimenti cui i pagamenti si riferiscono;
  • per le imprese, società ed enti in regime di contabilità ordinaria, si fa riferimento al criterio di competenza, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono e indipendentemente dalla data dei pagamenti.

Il credito di imposta in esame:

  • è utilizzabile in compensazione in F24, senza applicazione dei limiti annuali (250.000 euro in RU e 700.000 euro, innalzato ad 1.000.000 per il solo 2020, in F24) a partire dal giorno lavorativo successivo all’emanazione del Provvedimento che dovrà rendere nota la percentuale da applicare al credito di imposta richiesto da ciascun beneficiario, utilizzando esclusivamente i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle entrate e apposito codice tributo che sarà istituito con successiva risoluzione;
  • oppure è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa (dichiarazione relativa al 2020 da presentare nel 2021) per ridurre l’ammontare complessivo delle imposte sui redditi dovute;
  • o, in alternativa, entro il 31 dicembre 2021, può essere ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, ivi compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito;
  • dovrà, in ogni caso, essere indicato nel quadro RU della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale la spesa relativa si considera sostenuta (2020), specificando sia la quota utilizzata in dichiarazione, sia la quota compensata tramite modello F24, sia la quota ceduta;
  • per l’eventuale importo residuo, potrà essere riportato nei periodi d’imposta successivi, ma, in assenza di una espressa indicazione nell’articolo 125 del DL Rilancio, non potrà essere richiesto a rimborso,
  • non è imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP e non concorre ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi, di cui all’articolo 61 del TUIR, né ai fini del rapporto di deducibilità dei componenti negativi, di cui all’articolo 109, comma 5, del TUIR;
  • è fruibile nel rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020, C(2020) 1863 final «Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19» e successive modifiche (generalmente tetto massimo di aiuti di euro 800.000 per beneficiario).

In caso di cessione del credito di imposta:

  • il cessionario potrà utilizzare tale credito esclusivamente:
    • nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale la cessione del credito è stata comunicata all’Agenzia delle entrate (2020 o 2021);
    • in compensazione in F24;
  • la quota di credito non utilizzata nell’anno in cui è stata comunicata la cessione all’Agenzia delle Entrate andrà persa.

4. COMUNICAZIONI ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE

I soggetti aventi i requisiti previsti dalla legge per accedere al credito di imposta per adeguamento ambienti di lavoro e/o al credito di imposta per sanificazioni e acquisto di dispositivi, dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate:

  1. l’ammontare delle spese ammissibili sostenute fino al mese precedente alla data di sottoscrizione della comunicazione e l’importo che prevedono di sostenere successivamente, fino al 31 dicembre 2020;
  2. successivamente, l’eventuale cessione del credito.

Con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 259854 del 10 luglio 2020 è approvato il modello di “Comunicazione delle spese per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e/o per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione”, disponibile, con le relative istruzioni, sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, nell’area tematica dedicata e con il quale è possibile indicare le spese relative a entrambi i crediti d’imposta oppure a uno solo di essi.

La Comunicazione è inviata esclusivamente con modalità telematiche, direttamente dal contribuente oppure avvalendosi di un intermediario abilitato, mediante:

  • il servizio web disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate;
  • i canali telematici dell’Agenzia delle entrate, nel rispetto dei requisiti definiti dalle specifiche tecniche allegate al citato provvedimento.

A seguito della presentazione della Comunicazione è rilasciata, al massimo entro 5 giorni, una ricevuta che ne attesta la presa in carico, ovvero lo scarto, con l’indicazione delle relative motivazioni. La ricevuta viene messa a disposizione del soggetto che ha trasmesso la Comunicazione, nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate.

Relativamente al credito di imposta per adeguamento ambienti di lavoro:

  • la comunicazione può essere presentata dal 20 luglio 2020 al 30 novembre 2021;
  • la comunicazione deve contenere, per i soggetti esercenti attività di impresa, arte o professione, il codice ATECO corrispondente all’attività economica esercitata (che deve risultare tra quelli previsti nell’allegato 1 al DL 34/2020 e riportati nella tabella in calce al precedente paragrafo 2). Qualora il codice ATECO indicato non corrisponda a quello precedentemente comunicato all’Agenzia delle Entrate in sede di inizio attività o variazione dati IVA (riportato tra le informazioni anagrafiche all’interno del cassetto fiscale del contribuente), la Comunicazione è scartata;
  • nel caso di cessione del credito, il soggetto cedente dovrà comunicare la cessione con le funzionalità rese disponibili nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate, a partire dal 1 ottobre 2020 (e comunque dal giorno lavorativo successivo alla corretta ricezione da parte dell’Agenzia delle Entrate della comunicazione del credito);
  • il cessionario è tenuto a comunicare l’accettazione mediante le medesime funzionalità disponibili nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate, dopodiché potrà utilizzare, alle stesse condizioni previste per il cedente, il credito di imposta in compensazione in F24, oppure cederlo ulteriormente.

Relativamente al credito di imposta per sanificazione e acquisto di dispositivi:

  • la comunicazione può essere presentata dal 20 luglio 2020 al 7 settembre 2020;
  • nel caso di cessione del credito, il soggetto cedente dovrà comunicare la cessione con le funzionalità rese disponibili nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate, a partire dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento con cui sarà resa nota la percentuale da applicare al credito di imposta richiesto da ciascun beneficiario;
  • il cessionario è tenuto a comunicare l’accettazione mediante le medesime funzionalità disponibili nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate, dopodiché potrà utilizzare, alle stesse condizioni previste per il cedente, il credito di imposta:
    • nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui è stata comunicata la cessione;
    • oppure in compensazione in F24 entro il 31 dicembre dell’anno in cui è stata comunicata la cessione;
    • oppure cederlo

Per entrambe le tipologie di crediti di imposta, si ricorda che:

  • i soggetti cessionari rispondono solo per l’eventuale utilizzo dei crediti d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto ai crediti ricevuti;
  • i soggetti beneficiari originari rispondono per l’esistenza dei presupposti e delle condizioni previste dalla legge per usufruire dell’agevolazione, per la corretta determinazione dell’ammontare del credito e per il suo esatto utilizzo.

 

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