Vedi Tutte

Circolare 23/2020 – DL 19 maggio 2020 n. 34 (c.d. DL “Rilancio”)

scarica la circolare in PDFScarica l'articolo in PDF

1 PREMESSA

Il DL 19 maggio 2020 n. 34 (c.d. DL “Rilancio”), in vigore dal 19 maggio, contiene una corposa serie di misure volte al sostegno della salute, dell’economia, del lavoro e delle famiglie per fronteggiare l’emergenza Covid-19, prevedendo, tra l’altro, la proroga dello stato di emergenza per ulteriori 6 mesi, fino al 31 dicembre 2020.

Nella presente circolare sono sintetizzate alcune delle principali misure di sostegno alle imprese e di carattere fiscale.

2 ANNULLAMENTO VERSAMENTO IRAP

L’art. 24 del DL Rilancio, nell’ambito delle “Misure di sostegno alle imprese e all’economia”, stabilisce che:

  • per imprese e lavoratori autonomi:
    1. diversi da banche e altri intermediari finanziari, imprese di assicurazioni, amministrazioni ed enti pubblici;
    2. con ricavi o compensi nel 2019 inferiori ad Euro 250 milioni;
  • non è dovuto il versamento del saldo dell’IRAP relativa al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019 (saldo 2019 per i soggetti “solari”), fermo restando il versamento dell’acconto dovuto per il medesimo periodo di imposta;
  • non è dovuto il versamento della prima rata dell’acconto dell’IRAP relativa al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 (I rata di acconto 2020 per i soggetti “solari”), nella misura:
    • del 40% dell’acconto medesimo per i soggetti cui non si applicano gli ISA;
    • del 50% dell’acconto medesimo per i soggetti cui si applicano gli ISA

Si renderà pertanto dovuta soltanto la seconda rata di acconto entro il 30 novembre 2020; l’importo teorico della prima rata, ai fini della determinazione dell’imposta dovuta a saldo per il 2020, sarà conseguentemente considerato come se fosse stato versato.

3 PROROGA DEI TERMINI DI VERSAMENTI GIÀ SOSPESI

Ai sensi degli artt. 126 e 127 del DL Rilancio, i versamenti fiscali e contributivi in scadenza nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020, sospesi per effetto di precedenti provvedimenti in materia di gestione e contenimento dell’emergenza Covid-19, potranno essere effettuati senza sanzioni e interessi:

  • entro il 16 settembre 2020 in unica soluzione;
  • oppure mediante rateizzazione, fino ad un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020 (e le successive entro il 16 di ogni mese);
  • in ogni caso, non spetta il rimborso di quanto eventualmente già versato.

Nella seguente tabella sono riepilogati i versamenti che rientrano nella suddetta proroga.

4 SOSPENSIONE VERSAMENTI DA AVVISI BONARI O CONTROLLO FORMALE

Ai sensi dell’art. 144 del DL Rilancio, i versamenti, anche rateali, dovuti in base ad avvisi bonari emessi a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni o del controllo formale, nonché quelli dovuti in base alle comunicazioni di liquidazione dell’imposta sui i redditi soggetti a tassazione separata:

  • in scadenza tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020;
  • sono considerati tempestivi se effettuati entro il 16 settembre 2020 o in quattro rate mensili di pari importo a partire dal 16 settembre 2020;
  • non si procede al rimborso di quanto eventualmente già versato.

5 SOSPENSIONE VERSAMENTI  DA ATTI DI ACCERTAMENTO CON ADESIONE, CONCILIAZIONE, RETTIFICA E LIQUIDAZIONE E DI RECUPERO DEI CREDITI D’IMPOSTA

Ai sensi dell’art. 149 del DL Rilancio, sono prorogati al 16 settembre 2020 (con facoltà di versamento in massimo quattro rate mensili di pari importo a decorrere da tale data e senza rimborso di somme già eventualmente versate) i termini di versamento delle somme, anche rateali, i cui termini di versamento scadono nel periodo compreso tra il 9 marzo 2020 e il 31 maggio 2020, dovute a seguito dei seguenti atti:

  • accertamento con adesione;
  • conciliazione giudiziale;
  • accordo di mediazione;
  • atti di liquidazione a seguito di attribuzione della rendita;
  • atti di liquidazione per omessa registrazione di contratti di locazione e di contratti diversi;
  • atti di recupero di crediti di imposta;
  • avvisi di liquidazione a seguito di omesso, carente o tardivo versamento dell’imposta di registro dell'imposta sulle successioni e donazioni, dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti e dell’imposta sulle assicurazioni;
  • definizioni agevolate (c.d. “pace fiscale”) di PVC (art. 1 DL119/2018), atti di accertamento, di adesione e inviti al contraddittorio (art. 2 DL 119/2018), chiusura delle liti pendenti (art. 6 DL 119/2018) e regolarizzazione di società e associazioni sportive dilettantistiche (art. 7 DL 119/2018);

Restano invece confermati i termini di versamento delle somme e delle rate che scadono al di fuori del periodo compreso tra il 9 marzo e il 31 maggio.

L’art. 154 stabilisce inoltre una ulteriore sospensione dei termini dei versamenti:

  • derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione da accertamenti esecutivi delle Entrate, da avvisi di addebito dell’Inps, da atti di accertamento delle Dogane e da atti esecutivi emessi dagli enti locali;
  • scadenti nel periodo dall'8 marzo al 31 agosto 2020 (in luogo del precedente termine del 31 maggio 2020 previsto dal DL Cura Italia);

i quali devono essere effettuati entro il 30 settembre 2020 (in luogo del precedente 30 giugno 2020 previsto dal DL Cura Italia).

Infine, le rate riguardanti la rottamazione dei ruoli (artt. 3 e 5 DL 119/2018) e il saldo e stralcio degli omessi versamenti (art. 1, comma 184 e ss. L.145/2018) che scadono nel corso del 2020 potranno essere pagate entro il 10 dicembre 2020.

6 CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

L’art. 25 del DL Rilancio, al fine di sostenere i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica “Covid-19”, riconosce un contributo a fondo perduto a favore di:

  • esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA (esclusi gli occasionali, compresi gli enti non commerciali per l’eventuale attività commerciale svolta);
  • la cui attività non risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza;
  • diversi da
    • enti pubblici e intermediari finanziari;
    • liberi professionisti e co.co.co. iscritti alla Gestione Separata INPS e lavoratori dello spettacolo che hanno percepito l’indennità di 600 Euro di cui al DL Cura Italia (Il contributo è invece ammesso per artigiani e commercianti che abbiano ottenuto l’indennità di 600 Euro del DL Cura Italia);
    • dipendenti;
    • professionisti iscritti alle Casse di previdenza private;
  • con ricavi o compensi nel 2019 non superiori a 5 milioni di Euro;
  • con un ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore almeno ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 (quindi riduzione di fatturato di oltre un terzo tra aprile 2019 e aprile 2020, con riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi, quindi: data della fattura immediata, data dei corrispettivi, data del DDT per le fatture differite);
  • oppure anche che non abbiano registrato alcuna riduzione di fatturato se hanno iniziato l’attività dopo il 1 gennaio 2019 o abbiano la sede nei Comuni della prima zona rossa.

L’ammontare del contributo si determina applicando alla differenza tra fatturato di aprile 2019 e fatturato di aprile 2020 le seguenti percentuali:

  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 Euro nel 2019 (periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto);
  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 e fino a 1.000.000 di Euro nel 2019;
  • 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1.000.000 di Euro e fino a 5 milioni di Euro nel 2019;
  • con un minimo di Euro 1.000 per le persone fisiche e di Euro 2.000 per le persone giuridiche.

Il contributo a fondo perduto:

  • non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi e dell’IRAP;
  • può essere richiesto esclusivamente in via telematica, tramite istanza all’Agenzia delle entrate con l’indicazione della sussistenza dei requisiti e l’autocertificazione di regolarità antimafia, da presentare entro 60 giorni dalla data di avvio della procedura telematica stessa, secondo le modalità e i termini che saranno definiti da apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate;
  • è corrisposto dall’Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto in conto corrente bancario o postale intestato al soggetto beneficiario.

7 NUOVE INDENNITÀ PER I LAVORATORI

Gli artt. 84, 85 e 86 del DL Rilancio prevedono un ampliamento delle indennità già previste dal DL Cura Italia.

In particolare, per il mese di aprile, è prevista l’erogazione automatica della medesima indennità di 600 Euro a favore dei soggetti che già ne avevano beneficiato per il mese di marzo, ossia:

  • liberi professionisti con partita IVA e co.co.co.;
  • artigiani e commercianti (compresi agenti di commercio);
  • lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali (compresi lavoratori in somministrazione);
  • operai agricoli a tempo determinato (per costoro l’indennità è ridotta a 500 euro);
  • lavoratori dello spettacolo (prevista la medesima indennità di 600 euro anche per maggio 2020)

Per il mese di maggio, con riferimento alle suddette categorie di soggetti, sono previste soltanto le seguenti indennità:

  • ai liberi professionisti con partita IVA, iscritti alla Gestione Separata INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria, un’indennità di 1.000 Euro:
    • a condizione che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020 (marzo-aprile) rispetto al corrispondente periodo del 2019 (il reddito è determinato secondo il principio di cassa come differenza tra compensi percepiti e spese sostenute, comprese eventuali quote di ammortamento);
    • previa presentazione di apposita istanza all’INPS con autocertificazione dei requisiti (che verranno poi verificati dall’Agenzia delle Entrate alla quale l’INPS comunicherà i dati dei richiedenti sulla base di accordi di cooperazione);
  • ai co.co. iscritti alla Gestione Separata INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria, che abbiano cessato il rapporto di lavoro alla data del 19 maggio 2020 (entrata in vigore del DL rilancio), un’indennità di 1.000 Euro;
  • ai lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali (compresi quelli in somministrazione) che abbiano cessato il rapporto di lavoro tra il 1 gennaio 2020 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di lavoro dipendente, né di NASPI alla data del 19 maggio 2020, un’indennità di 1.000 Euro.

Sono inoltre previste ulteriori indennità per i mesi di aprile e maggio 2020, a favore di alcune categorie di lavoratori dipendenti e autonomi che, a causa dell’emergenza Covid-19 hanno cessato, ridotto o sospeso la propria attività e per i quali il DL Cura Italia non aveva previsto alcuna indennità per il mese di marzo 2020, sempre che non siano titolari di contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato diversi dall’intermittente e dal lavoro domestico e non siano titolari di pensione. Si tratta, in particolare di:

  • un’indennità mensile di 600 Euro per lavoratori dipendenti stagionali di settori diversi dal turismo e dagli stabilimenti termali, lavoratori intermittenti, lavoratori autonomi occasionali, incaricati delle vendite a domicilio;
  • un’indennità mensile di 500 Euro per i lavoratori domestici.

Tutte le indennità suddette:

  • non sono imponibili ai fini delle imposte sui redditi;
  • non sono tra loro cumulabili;
  • sono erogate dall’INPS in unica soluzione previa domanda (eccetto quelle erogate automaticamente a seguito delle domande già presentate per il mese di marzo. È inoltre previsto un termine di 15 giorni dal 19 maggio 2020 per richiedere le indennità spettanti per il mese di marzo).

Infine, l’art. 78 del DL Rilancio estende l’ambito temporale di applicazione del c.d. “Fondo per il reddito di ultima istanza” di cui all’art. 44 del DL 18/2020 (Cura Italia) previsto per i professionisti iscritti a Casse di previdenza private (professionisti ordinistici), prevedendo che:

  • agli stessi spetti l’indennità di 600 Euro anche per i mesi di aprile e maggio 2020;
  • purché, alla data di presentazione della domanda:
    • non siano titolari di contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato;
    • non siano titolari di pensione.

Si noti che non è più richiesto che i professionisti siano iscritti in via esclusiva alla sola Cassa di previdenza privata, come era stato previsto dal DL Liquidità.

8 INCENTIVI ALLA CAPITALIZZAZIONE DELLE IMPRESE

L’art. 26 del DL Rilancio prevede alcuni incentivi alla capitalizzazione delle srl, spa, sapa e cooperative, diverse da banche e intermediari finanziari:

  • residenti in Italia (o stabili organizzazioni di soggetti UE);
  • regolarmente costituite e iscritte al Registro Imprese;
  • con ricavi 2019 superiori a 5 milioni e fino a 50 milioni di Euro;
  • che abbiano subito, a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 nei mesi di marzo e aprile 2020 una riduzione dei ricavi rispetto al periodo marzo-aprile 2019 pari almeno al 33%;
  • che abbiano deliberato ed eseguito tra il 19 maggio 2020 e il 31 dicembre 2020 un aumento di capitale a pagamento, integralmente versato;
  • che soddisfino altre condizioni previste dall’art. 26 del DL Rilancio, quali la regolarità contributiva e fiscale, la regolarità edilizia e in materia di prevenzione infortuni, il non rientrare tra le imprese “in difficoltà” e l’assenza di altre condizioni ostative.

Innanzitutto, è previsto un credito d’imposta pari al 20% dei conferimenti in denaro a favore dei soggetti che hanno effettuato i conferimenti, in una o più società, in esecuzione dei suddetti aumenti di capitale, con le seguenti caratteristiche:

  • l’investimento massimo del conferimento in denaro agevolabile è pari ad Euro 2.000.000;
  • la partecipazione derivante dal conferimento deve essere posseduta fino al 31 dicembre 2023;
  • è vietata la distribuzione di riserve, di qualsiasi tipo, da parte della società in cui è effettuato il conferimento agevolato, prima del 31 dicembre 2023, pena la decadenza dal beneficio e l’obbligo per il contribuente di restituire l’ammontare detratto con gli interessi legali;
  • la società conferitaria rilascia all’investitore una certificazione che attesta il non superamento del limite massimo, per singola società, degli aiuti ricevuti in base alla normativa emergenziale covid-19 (generalmente 800.000 euro, 120.000 euro per il settore della pesca e 100.000 euro per il settore dei prodotti agricoli), ovvero, se tale limite è superato, rilascia una certificazione che attesta l’importo per il quale spetta il credito di imposta;
  • sono escluse dal beneficio, quali investitori, le società che controllano direttamente o indirettamente la conferitaria, sono sottoposte al comune controllo, oppure sono collegate o controllate dalla stessa.
  • Il credito d’imposta è utilizzabile:
    1. nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di effettuazione dell’investimento e in quelle successive fino a quando non se ne conclude l’utilizzo;
    2. a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di effettuazione dell’investimento, anche in compensazione in F24 (senza l’applicazione dei limiti all’utilizzo in compensazione annuale e all’utilizzo dei crediti nel quadro RU);
  • il credito di imposta non è imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP.

In secondo luogo, è previsto in capo alla società che delibera l’aumento di capitale, a seguito dell’approvazione del bilancio 2020, un credito di imposta del 50% delle perdite eccedenti il 10% del patrimonio netto (assunto al lordo di tali perdite) fino a concorrenza del 30% dell’aumento di capitale in denaro, con le seguenti caratteristiche:

  • le perdite fiscali riportabili nei periodi d’imposta successivi sono ridotte dell’importo dell’ammontare del credito d’imposta riconosciuto;
  • è vietata la distribuzione di qualsiasi tipo di riserve prima del 1 gennaio 2024, pena la decadenza dal beneficio e l’obbligo di restituire l’importo, unitamente agli interessi legali;
  • il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione in F24, a partire dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione relativa al periodo di effettuazione dell’investimento (senza l’applicazione dei limiti all’utilizzo in compensazione orizzontale e all’utilizzo dei crediti nel quadro RU);
  • il credito d'imposta non è imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP.

I criteri di applicazione dei suddetti crediti di imposta, cumulabili fra loro nel limite massimo di 800.000 euro degli aiuti ricevibili a seguito dell’emergenza covid-19, saranno regolati da apposito decreto del MEF da emanarsi entro 30 giorni dalla pubblicazione del DL rilancio.

In terzo luogo, è istituito il fondo denominato “Fondo Patrimonio PMI” finalizzato a sottoscrivere entro il 31 dicembre 2020, entro i limiti della dotazione del Fondo, obbligazioni o titoli di debito di nuova emissione nelle società aventi le caratteristiche sopra indicate ma con ricavi minimi nel 2019 pari ad Euro 10 milioni (anziché 5 milioni) e un aumento di capitale minimo di Euro 250.000.

È stabilito un ammontare massimo di obbligazioni sottoscrivibili e il rimborso delle stesse è previsto dopo 6 anni (salva la possibilità di rimborso anticipato dopo 3 anni o immediato in caso di informazione antimafia interdittiva).

A fronte dell’intervento statale, l’impresa deve sottoscrivere i seguenti impegni vincolanti:

  • non deliberare o effettuare, dalla data dell’istanza e fino all’integrale rimborso degli Strumenti Finanziari, distribuzioni di riserve e acquisti di azioni proprie o quote e di non procedere al rimborso di finanziamenti dei soci;
  • destinare il finanziamento a sostenere costi di personale, investimenti o capitale circolante impiegati in stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali che siano localizzati in Italia;
  • fornire al Gestore un rendiconto periodico, con i contenuti, la cadenza e le modalità da quest’ultimo indicati, al fine di consentire la verifica degli impegni assunti.

L’efficacia delle suddette misure è comunque subordinata ad apposita autorizzazione da parte della Commissione Europea.

Infine, per le imprese, diverse da banche e intermediari finanziari, aventi sede in Italia e un fatturato annuo superiore a 50 milioni di Euro, l’art. 27 del DL Rilancio prevede l’intervento del c.d “patrimonio destinato” di Cassa Depositi e Prestiti, con una durata di 12 anni e che dovrà essere regolato da apposito decreto del MEF.

9 SISMABONUS E ECOBONUS

L’art. 119 del DL Rilancio prevede, per le spese sostenute dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021:

  • l’incremento al 110% dell’aliquota della detrazione spettante per:
    • specifici interventi di riqualificazione energetica;
    • interventi di riduzione del rischio sismico;
    • installazione di impianti fotovoltaici;
    • installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici;
  • la ripartizione dell’agevolazione in 5 rate annuali di pari importo.

Per essere agevolabili con aliquota al 110%, tali interventi devono essere effettuati da:

  • condomini;
  • IACP;
  • cooperative di abitazione a proprietà indivisa;
  • persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni (per gli interventi di risparmio energetico l’agevolazione non spetta su edifici unifamiliari diversi da quelli adibiti ad abitazione principale);

Con particolare riferimento agli interventi di risparmio energetico, sono agevolabili:

  • gli interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali (quindi il cappotto termico) che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo (la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 60.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio; i materiali isolanti utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi di cui al DM 11 ottobre 2017);
  • gli interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (Ue) n. 811/2013 della Commissione del 18 febbraio 2013, a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, ovvero con impianti di microcogenerazione (la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 30.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito);
  • gli interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, ovvero con impianti di microcogenerazione (la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 30.000 euro ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito);
  • tutti gli altri interventi di riqualificazione energetica di cui all’art. 14 del DL 63/2013 (ad esempio, l’installazione di pannelli o schermature solari), nei limiti di spesa previsti per ciascun intervento e a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi sopraelencati.
  • purché siano rispettati i requisiti tecnici minimi che consentano il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, ovvero, ove ciò non sia possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (APE,) ante e post intervento, rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.

L’art. 121 del DL Rilancio prevede, inoltre, la possibilità di optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, alternativamente:

  • per un contributo, sotto forma di sconto in fattura fino ad un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che lo recupererà sotto forma di credito di imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, incluse banche e intermediari finanziari;
  • per la trasformazione del corrispondente importo in credito di imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, incluse banche e intermediari finanziari (il credito di imposta è usufruito con la stessa ripartizione in quote annuali prevista per la detrazione e la quota eventualmente non utilizzata nell’anno va perduta; inoltre, può essere utilizzato anche in compensazione in F24, senza applicazione del limite annuale).

Tale facoltà è prevista non solo per gli interventi con detrazione al 110%, ma anche per gli altri, comprendendo, in particolare, gli interventi:

  • di ristrutturazione edilizia agevolati ex art. 36-bis TUIR;
  • di risparmio energetico;
  • antisismici;
  • di recupero o restauro della facciata di edifici esistenti;
  • di installazione di impianti fotovoltaici;
  • di installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.

Il cessionario e il fornitore rispondono soltanto dell’eventuale utilizzo irregolare del credito o dell’utilizzo in misura superiore allo sconto praticato o al credito ricevuto, mentre il beneficiario originario continua a rispondere dell’eventuale non spettanza della detrazione.

Il DL rinvia, infine,  ad un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate da adottare entro 30 giorni, che dovrà definire le modalità attuative delle disposizioni in esame, compreso l’esercizio delle suddette opzioni, nonché per la trasmissione telematica dei dati e di tutto l’apparato documentale richiesto (asseverazioni tecniche  e visti di conformità le cui spese sono ricomprese nell’agevolazione).

10 CREDITO DI IMPOSTA PER LOCAZIONE IMMOBILI NON ABITATIVI  E AFFITTO DI AZIENDA

L’art. 28 del DL Rilancio prevede un nuovo credito di imposta sui canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo, il cui ambito di applicazione è molto più ampio rispetto al credito di imposta per “botteghe e negozi” previsto dal DL Cura Italia.

A chi spetta il credito di imposta?

  • ad imprenditori (individuali o collettivi), artisti e professionisti con ricavi o compensi nel 2019 fino a 5 milioni di Euro;
  • per le strutture alberghiere e agrituristiche indipendentemente dal volume di ricavi o compensi nel 2019;
  • per gli enti non commerciali, relativamente ai canoni sugli immobili destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale.

Su cosa si calcola?

  • sul canone mensile per contratti di locazione, leasing o concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo;
  • con riferimento ai canoni versati per ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 (per le strutture turistico-ricettive con attività stagionale, il riferimento è a ciascuno dei mesi di aprile, maggio e giugno 2020);
  • a condizione che il locatario che svolge attività economica (esclusi quindi enti non commerciali) abbia subito una riduzione di fatturato o dei corrispettivi su base mensile pari almeno al 50% rispetto allo stesso mese del 2019.

In che misura spetta?

  • nella misura del 60% del canone mensile per contratti di locazione, leasing o concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo;
  • nella misura del 30% del canone mensile, nel caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto di azienda comprensivi di almeno un immobile ad uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.

Come si utilizza?

  • nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta di sostenimento della spesa;
  • oppure in compensazione in F24, dopo l’avvenuto pagamento dei canoni (quindi già dal 2020);
  • non si applicano i limiti alla compensazione annuale in F24, né i limiti ai crediti di imposta nel quadro RU;
  • non è imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP;
  • non è cumulabile con il credito di imposta per negozi e botteghe (relativamente, dunque, al mese di marzo 2020).

11 CREDITO DI IMPOSTA PER ADEGUAMENTO AMBIENTI DI LAVORO

L’art. 120 del DL rilancio prevede uno specifico credito di imposta al fine di sostenere ed incentivare l'adozione di misure legate alla necessità di adeguare i processi produttivi e gli ambienti di lavoro.

In particolare, il credito di imposta:

  • è riconosciuto ad esercenti imprese, arti e professioni in luoghi aperti al pubblico indicati nell’Allegato 1 al decreto (tipicamente, bar, ristoranti, alberghi, teatri e cinema);
  • è riconosciuto ad associazioni, fondazioni e altri enti privati, compresi gli enti del Terzo del settore;
  • è stabilito nella misura del 60% delle spese sostenute nel 2020 fino ad un massimo di 80.000 euro;
  • è cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese;
  • è utilizzabile nell’anno 2021 esclusivamente in compensazione in F24 (non si applica il limite massimo di compensazioni annue in né il limite massimo di crediti di imposta da indicare nel quadro RU);
  • in assenza di una specifica esclusione da imposizione, si ritiene che sia imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP.

Le spese agevolabili sono quelle sostenute per gli interventi necessari a far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19 quali, ad esempio:

  • per il rifacimento di spogliatoi e mense;
  • per la realizzazione di spazi medici;
  • per la realizzazione di ingressi e spazi comuni;
  • per l’acquisto di arredi di sicurezza;
  • per investimenti in attività innovative, quali lo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa;
  • per l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti e degli utenti.

Con successivi decreti ministeriali potranno essere identificati ulteriori soggetti aventi diritto e ulteriori investimenti ammissibili all’agevolazione.

12 CREDITO DI IMPOSTA PER SANIFICAZIONI DEGLI AMBIENTI DI LAVORO

L’art. 125 del DL Rilancio riscrive integralmente la disciplina del credito di imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro, già previsto dal DL Cura Italia e dal DL Liquidità (disponendo l’abrogazione dei relativi articoli).

In particolare, è riconosciuto un credito di imposta:

  • ai soggetti esercenti imprese, arti e professioni, agli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo del settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti;
  • in misura pari al 60% delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti;
  • fino ad un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2020;
  • utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa ovvero in compensazione in F24 (già dal 2020 e senza applicazione dei limiti massimi di compensazioni annue in F24 e di crediti di imposta da indicare nel quadro RU);
  • non imponibile ai fini delle imposte sui redditi e IRAP.

Sono ammissibili le seguenti spese:

  1. a) per la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
  2. b) per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
  3. c) per l’acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
  4. d) per l’acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di cui alla lettera b), quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
  5. e) per l’acquisto di dispostivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione.

Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, da emanare entro 30 giorni dall’entrata in vigore del DL Rilancio, saranno stabiliti i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d'imposta.

13 CESSIONE  DEI CREDITI DI IMPOSTA LEGATI ALL’EMERGENZA COVID-19

L’art. 122 del DL Rilancio prevede la possibilità di cedere alcune tipologie di crediti d’imposta introdotti per far fronte all’emergenza coronavirus.

La norma riguarda, in particolare, i seguenti crediti di imposta:

  • il credito di imposta per i negozi e botteghe locati, previsto dal DL Cura Italia (articolo 65 del DL 18/2020) per il mese di marzo 2020;
  • il credito di imposta per la locazione di immobili a uso non abitativo, previsto dall’art. 28 del DL Rilancio;
  • il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, previsto dall’art. 120 del DL Rilancio;
  • il credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro, previsto dall’art. 125 del DL Rilancio.

In pratica, i beneficiari di questi crediti d’imposta, anziché utilizzarli direttamente, potranno cederli ad altri:

  • anche solo in parte;
  • anche a banche e intermediari finanziari;
  • a partire dal 19 maggio 2020 (data di entrata in vigore del DL Rilancio) e fino al 31 dicembre 2021;
  • esercitando l’opzione in via telematica, secondo modalità che saranno definite da apposito Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate di prossima emanazione.

Chi riceve il credito d’imposta (cessionario):

  • potrà usare il credito ceduto anche in compensazione in F24, con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente (senza applicazione dei limiti alle compensazioni in F24 e all’utilizzo dei crediti nel quadro RU);
  • non potrà utilizzare negli anni successivi l’eventuale quota di credito non utilizzata nell'anno e non potrà richiederla a rimborso;
  • potrà rispondere solo per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito ricevuto (restano invece impregiudicati i poteri di controllo, accertamento e sanzione del Fisco nei confronti del primo beneficiario).

14 PROROGA DEL TERMINE “LUNGO” PER I SUPER-AMMORTAMENTI

L’art. 50 del DL Rilancio proroga dal 30 giugno 2020 al 31 dicembre 2020 il termine “lungo” per poter fruire del superammortamento sui beni strumentali nuovi acquistati o presi in leasing nel 2019, ossia il termine entro il quale deve essere effettuato l’investimento (tipicamente la consegna del bene) per il quale entro il 31 dicembre 2019 l’ordine sia già stato accettato e sia già stato pagato un acconto almeno pari al 20%.

Tale proroga è stata motivata dalla necessità di consentire alle imprese di non perdere la possibilità di fruire dell’agevolazione in esame a causa dei ritardi nella consegna del bene strumentale derivanti dalla prolungata chiusura delle aziende produttrici durante il lockdown.

15 RIDUZIONE ALIQUOTA IVA SU ALCUNI PRODOTTI PER LA GESTIONE DELL’ EMERGENZA COVID-19

L’art. 124 del DL Rilancio prevede l’applicazione dell’aliquota IVA ridotta del 5% sulla cessione di alcuni beni destinati alla gestione e al contenimento dell’emergenza Covid-19, tra i quali:

  • mascherine chirurgiche; mascherine Ffp2 e Ffp3;
  • articoli di abbigliamento protettivo per finalità sanitarie quali guanti in lattice, in vinile e in nitrile, visiere e occhiali protettivi, tuta di protezione, calzari e soprascarpe, cuffia copricapo, camici impermeabili, camici chirurgici;
  • termometri;
  • detergenti disinfettanti per mani;
  • dispenser a muro per disinfettanti;
  • soluzione idroalcolica in litri;
  • perossido al 3% in litri.

Inoltre, le cessioni di beni per i quali è prevista la riduzione dell’aliquota IVA al 5%, se effettuate entro il 31 dicembre 2020, sono esenti dall’imposta sul valore aggiunto, con diritto alla detrazione dell’imposta pagata a monte sugli acquisti, ai sensi dell’articolo 19, comma 1, del DPR 633/1072.

16 PROROGA DELLA RIDETERMINAZIONE DEL COSTO D’ACQUISTO DEI TERRENI E DELLE PARTECIPAZIONI NON QUOTATE

L’art. 137 del DL Rilancio consente di avvalersi della possibilità di rivalutare il valore dei terreni e delle partecipazioni non quotate posseduti al di fuori dell’esercizio di imprese, arti e professioni alle seguenti condizioni:

  • i terreni e le partecipazioni non quotate devono essere posseduti alla data del 1 luglio 2020;
  • la perizia che attesta il valore dei medesimi deve essere redatta e giurata entro il 30 settembre 2020;
  • le imposte sostitutive possono essere rateizzate fino a un massimo di tre rate annuali di pari importo, a decorrere dalla data del 30 settembre 2020 e sull'importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi nella misura del 3 per cento annuo, da versarsi contestualmente.

Resta ferma l’aliquota dell’imposta sostitutiva dovuta per la rivalutazione, pari all’11% del maggior valore risultante dalla perizia.

La rideterminazione del costo o valore di acquisto delle partecipazioni non quotate e dei terreni deve essere valutata nella prospettiva di un possibile risparmio d’imposta all’atto di una successiva cessione dei beni.

17 DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TRASMISSIONE TELEMATICA DEI CORRISPETTIVI

L’art. 140 del DL Rilancio proroga ulteriormente la moratoria già prevista per gli esercenti obbligati alla memorizzazione telematica dei corrispettivi.

Infatti, si ricorda che, in base alla normativa attuale, i suddetti contribuenti, qualora non si siano ancora dotati di registratori di cassa telematici, nei primi sei mesi di vigenza dell’obbligo, hanno la possibilità di trasmettere i corrispettivi giornalieri entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni, senza l’applicazione di sanzioni, utilizzando le soluzioni web transitorie rese disponibili dall’Agenzia delle Entrate.

Considerato che la trasmissione telematica dei corrispettivi è divenuta obbligatoria dal 1 luglio 2019 per i contribuenti con oltre 400.000 euro di volume di affari nel 2018 e dal 1 gennaio 2020 per tutti gli altri, dal 1 luglio 2020 avrebbe dovuto terminare il periodo di moratoria.

Il DL Rilancio estende invece il periodo di moratoria per altri 6 mesi, fino al 31 dicembre 2020. Pertanto, per i contribuenti obbligati alla trasmissione telematica dei corrispettivi da gennaio 2020, sarà obbligatorio dotarsi di registratori telematici soltanto dal 1 gennaio 2021, potendo nel frattempo continuare a certificare le operazioni mediante scontrino o ricevuta fiscale, annotare le stesse sul registro dei corrispettivi e procedere all’invio mensile tramite le procedure web alternative.

Coerentemente con l’estensione della moratoria di cui sopra, l’art. 141 del DL Rilancio dispone che il differimento dal 1 luglio 2020 al 1 gennaio 2021 della lotteria degli scontrini (che presuppone l’utilizzo generalizzato dei registratori telematici).

18 SOSPENSIONE DELLA COMPENSAZIONE TRA CREDITO DI IMPOSTA E DEBITO ISCRITTO A RUOLO

A norma dell’art. 145 del DL Rilancio, per tutto il 2020 è sospesa la compensazione tra crediti di imposta e debiti iscritti a ruolo. In tal modo, l’Amministrazione finanziaria potrà procedere al rimborso dei crediti vantati dai contribuenti senza che operi la compensazione con eventuali iscrizioni a ruolo in capo ai medesimi.

19 INCREMENTO DEL LIMITE ANNUO DEI CREDITI COMPENSABILI IN F24

L’art. 147 del DL Rilancio dispone che, per l’anno 2020, il limite annuo di crediti compensabili in F24 è incrementato da Euro 700.000 ad Euro 1.000.000.

Top