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Le tipologie di incarichi valutativi secondo gli standard PIV e IVSC

La valutazione d’azienda si esplica attraverso un processo complesso, che può essere declinato in funzione dell’incarico ricevuto. I principi di valutazione nazionali e internazionali individuano differenti possibili tipologie di incarichi, a cui corrispondono diverse forme di reporting.

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Prof. Marco Fazzini

Ordinario di Economia Aziendale, Università Europea di Roma

Dottore commercialista

 

Key words: valutazione d’azienda, principi italiani di valutazione, international valuation standard council, standard valutativi, perizia di valutazione, perizia di stima, incarichi valutativi.

 

Secondo la classificazione degli International Valuation Standards (IVS), ripresa anche dai Principi Italiani di Valutazione (PIV), coesistono diverse tipologie di processi valutativi, in base alle finalità dell’incarico. In particolare è possibile distinguere tra:

  • valutazione (third-party valuation o in-house valuation);
  • parere valutativo (valuation opinion);
  • parere di congruità (fairness opinion);
  • calcolo valutativo (calculation engagement);
  • revisione del lavoro di un altro esperto (valuation review).

Una valutazione, secondo i PIV, è “un documento che contiene un giudizio sul valore di un’attività (azienda, partecipazione, strumento finanziario, bene reale, bene immateriale) o una passività”. Gli IVS distinguono tra “valuation performed for a third-party” e “in house valuation”.

La valutazione effettuata per una terza parte si sostanzia in un documento che contiene un giudizio sul valore di un’impresa, al quale si perviene attraverso un autonomo e articolato processo valutativo. In questo caso il valutatore, grazie alle informazioni raccolte e alla sua esperienza, effettua una valutazione completa nel rispetto delle finalità che gli sono state assegnate. Nel caso sia commissionata da un venditore, si qualifica come una “valutazione sell-side”; nel caso sia commissionata da un acquirente, è definita una “valutazione buy-side”. Lo scopo del lavoro può parzialmente influenzare la scelta del metodo e le conclusioni sul valore. Ad esempio, in una valutazione sell-side, il valutatore può disporre di documenti interni, come ad esempio il business plan, che potrebbero far propendere la scelta per un metodo DCF (Discounted Cash Flow). Al contrario, un valutatore buy-side, in assenza di informazioni dettagliate, potrebbe utilizzare il metodo dei multipli.

Una in-house valuation può essere effettuata per vari motivi, quali la determinazione del valore per giudicare la convenienza a vendere una parte o la totalità di un’impresa, oppure l’applicazione dell’impairment test a società partecipate. Le technicalities utilizzate sono le stesse della valutazione effettuata per una terza parte, anche se è possibile utilizzare informazioni interne, non disponibili ad un valutatore esterno.

Secondo i PIV il processo valutativo si sviluppa in cinque fasi:

  1. formazione e apprezzamento della base informativa;
  2. applicazione dell’analisi fondamentale;
  3. selezione della metodologia o delle metodologie di stima più idonee agli scopi della valutazione;
  4. apprezzamento dei principali fattori di rischio;
  5. costruzione di una razionale sintesi valutativa.

Il parere valutativo, detto anche valuation opinion, expert opinion o expert report, consiste in un processo valutativo limitato ad alcuni aspetti o basato su inputs non verificati, forniti dal committente. Essa può riguardare, ad esempio: la determinazione di un discount rate da applicare a cash flows forniti dal committente e non revisionati; l’aggiornamento di alcuni parametri di una precedente valutazione; la determinazione del valore in presenza di una base informativa limitata, etc. In questo gruppo rientrano le equity researches effettuate dagli analisti esterni.

Il parere di congruità (fairness opinion) consiste nella verifica dell’attendibilità di un processo valutativo svolto da un altro soggetto, alla luce degli inputs utilizzati, della metodologia impiegata e delle conclusioni a cui esso è giunto. Tale parere ha il compito di giudicare la ragionevolezza di una third-party valuation o di una valuation opinion.

Il calcolo valutativo (calculation engagement) non è una vera e propria valutazione, ma una verifica di specifici inputs utilizzati da un altro soggetto. Ad esempio, tale parere può riguardare l’elaborazione di un campione nell’applicazione del metodo dei multipli, oppure l’analisi dei singoli coefficienti contenuti nella formula del WACC.

La revisione del lavoro di un altro esperto (valuation review), infine, consiste in un’analisi critica del lavoro effettuato da un altro valutatore, al fine di verificarne la correttezza o di aggiornarla. Talvolta la valuation review consiste in una second opinion affidata ad un valutatore esperto, al fine di acquisire maggiore sicurezza sui risultati; in altri casi, si tratta di una review effettuata mesi o anni dopo che la valutazione è stata effettuata, con l’obiettivo di verificare se i dati o le conclusioni siano ancora validi o se necessitino invece di un aggiornamento.

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