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Circolare 29/2020 – Superbonus 110%

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  1. Premessa
  2. In cosa consiste il Superbonus del 110%
  3. A chi spetta l’agevolazione
  4. Interventi agevolati: interventi trainanti
  5. Interventi agevolati: interventi trainati
  6. Interventi di efficientamento energetico
  7. Interventi antisismici
  8. Installazione di impianti solari fotovoltaici
  9. Alternative alla detrazione: opzione per lo sconto sul corrispettivo e cessione del credito
  10. Adempimenti: comunicazione delle opzioni
  11. Adempimenti: visto di conformità e asseverazioni
  12. Alcuni chiarimenti di prassi

1 PREMESSA

Come evidenziato nella nostra circolare n. 23/2020, l’art. 119 del DL Rilancio ha introdotto il c.d. Superbonus del 110%, ossia un’ulteriore detrazione ai fini IRPEF/IRES, pari al 110% delle spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021, per alcuni specifici interventi di efficientamento energetico dei fabbricati, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti fotovoltaici e di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici che, altrimenti, rientrerebbero nelle ordinarie detrazioni già in vigore.

Tale nuova aliquota di detrazione, infatti, va ad aggiungersi a quelle già previste per interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica.

Pertanto, attualmente convivono le seguenti tipologie di detrazioni per interventi edilizi:

  • detrazione IRPEF del 50% per interventi di recupero del patrimonio edilizio ai sensi dell’art. 16-bis del TUIR;
  • detrazioni IRPEF/IRES dal 50% all’85% per interventi di riqualificazione energetica ai sensi dell’art. 14 del DL 63/2013;
  • detrazione IRPEF/IRES del 90% per bonus facciate disciplinato dall’art. 1 co. 219-223 della L. 160/2019;
  • detrazione IRPEF/IRES del 50% per sismabonus, disciplinato dall’art. 16 del DL 63/2013, e per l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici ai sensi dell’art. 16-ter del DL 63/2013;
  • detrazione IRPEF/IRES del 110% per alcuni specifici interventi disciplinati dall’art. 119 del DL Rilancio (DL 34/2020).

La presente circolare analizza la disciplina del superbonus del 110% anche alla luce dei recenti interventi di prassi, allo scopo di fornire un primo inquadramento delle fattispecie che danno o meno diritto alla detrazione.

Tuttavia, potendosi presentare le più varie casistiche, lo Studio è come sempre a disposizione per approfondire in concreto il tema della sussistenza o meno del beneficio, anche al fine della predisposizione della specifica documentazione attestante i requisiti di deducibilità e richiesta qualora si opti per lo sconto in fattura o per la cessione del credito (visto di conformità).

2 IN COSA CONSISTE IL SUPERBONUS DEL 110%

L’agevolazione fiscale consiste in una detrazione dall’IRPEF/IRES lorda:

  • pari al 110% delle spese (comprensive dell’IVA), sostenute e rimaste a carico del contribuente tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021, per una serie di interventi specificamente individuati;
  • da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo.

Per la corretta applicazione dell’agevolazione, occorre fare riferimento:

  • alla data dell’effettivo pagamento (criterio di cassa) per le persone fisiche, gli esercenti arti e professioni e gli enti non commerciali;
  • alla data di ultimazione della prestazione, indipendentemente dalla data dei pagamenti, per le imprese individuali, le società e gli enti commerciali (criterio di competenza).

3 A CHI SPETTA L’AGEVOLAZIONE

Il Superbonus si applica agli interventi effettuati da:

  • i condomìni (compresi i condomìni “minimi”, fino a otto condomini senza amministratore e regolamento condominiale – cfr. circolare Ag. Entrate n. 24/E del 8/8/2020 §1.1);
  • le persone fisiche, residenti e non residenti, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni:
    • per tali soggetti, il Superbonus si applica limitatamente agli interventi di efficienza energetica realizzati su un numero massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio;
    • i titolari di reddito d’impresa o professionale rientrano tra i beneficiari nella sola ipotesi di partecipazione alle spese per interventi trainanti effettuati dal condominio sulle parti comuni (la circolare Ag. Entrate 24/E del 8/8/2020 precisa che qualora la superficie complessiva delle unità immobiliari destinate a residenza comprese nell’edificio sia superiore al 50 per cento, è possibile ammettere alla detrazione anche il proprietario e il detentore di unità immobiliari non residenziali (ad esempio strumentale o merce) che sostengano le spese per le parti comuni. Se tale percentuale risulta inferiore, è ammessa la detrazione per le spese realizzate sulle parti comuni soltanto da parte dei possessori o detentori di unità immobiliari destinate ad abitazione comprese nel medesimo edificio);
  • gli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati, nonché gli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” (la detrazione spetta per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà o gestiti per conto dei Comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica. Per tali soggetti il Superbonus spetta anche per le spese sostenute dal 1° gennaio 2022 al 30 giugno 2022);
  • le cooperative di abitazione a proprietà indivisa (la detrazione spetta per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci);
  • le organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all'articolo 10, del D.lgs 4 dicembre 1997, n. 460, le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui alla L. 11 agosto 1991, n. 266, e le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionali, regionali e delle provincie autonome di Trento e Bolzano previsti dall'articolo 7 della L. 7 dicembre 2000, n. 383;
  • le associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte nel registro istituito ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera c), del D.lgs. 23 luglio 1999, n. 242, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi;
  • le “comunità energetiche rinnovabili” costituite in forma di enti non commerciali o i condomìni che aderiscono alle “configurazioni”, limitatamente alle spese sostenute per impianti a fonte rinnovabile gestiti dai predetti soggetti.

La detrazione spetta ai soggetti che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento in base ad un titolo idoneo al momento dell’inizio lavori o al momento del sostenimento delle spese, se anteriore, purché abbiano effettivamente sostenuto le relative spese.

Si tratta, in particolare di:

  • proprietario o nudo proprietario;
  • titolare di altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • detentore dell’immobile in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario (nel caso di locazione finanziaria, l’agevolazione è determinata in base al costo sostenuto dalla società concedente);
  • familiari conviventi e conviventi more uxorio del possessore o detentore dell’immobile (non necessariamente adibito ad abitazione principale, ma astrattamente idoneo alla convivenza, quindi a disposizione, esclusi gli immobili dati in locazione o comodato);
  • coniuge separato assegnatario dell’immobile di cui è proprietario l’altro coniuge;
  • promissari acquirenti dell’immobile (con preliminare regolarmente registrato).

L’Agenzia delle Entrate, nella circolare 24/E del 8/8/2020 riconosce che:

  • l’agevolazione spetta ai c.d. incapienti (soggetti la cui imposta lorda è già assorbita da altre detrazioni) e ai soggetti che possiedono esclusivamente redditi imponibili assoggettati ad imposizione sostitutiva (es. forfettari): tali soggetti, tuttavia, possono fruire unicamente dello sconto sul corrispettivo o della cessione del credito;
  • l’agevolazione non spetta ai soggetti che non possiedono redditi imponibili;
  • nel caso di trasferimento per atto tra vivi (vendita o donazione) dell’unità immobiliare residenziale sulla quale sono stati realizzati gli interventi ammessi al Superbonus, le relative detrazioni non utilizzate in tutto o in parte dal cedente spettano, salvo diverso accordo tra le parti, per i rimanenti periodi d’imposta, all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare;
  • in caso di decesso dell’avente diritto al Superbonus, il beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all’erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene.

4 INTERVENTI AGEVOLATI: INTERVENTI TRAINANTI

Il beneficio fiscale spetta per:

  • alcuni specifici interventi finalizzati alla riqualificazione energetica e all’adozione di misure antisismiche degli edifici (cd. interventi “trainanti”);
  • ulteriori interventi, realizzati congiuntamente ai primi (cd. interventi “trainati”).

In entrambi i casi, gli interventi devono essere realizzati su immobili esistenti (quindi non in fase di nuova costruzione, ma sono ammessi interventi di demolizione e ricostruzione) situati nel territorio dello Stato e, in particolare:

  • su parti comuni di edifici residenziali in “condominio” (sia trainanti, sia trainati);
  • su edifici residenziali unifamiliari (intesi quali unità immobiliari di proprietà esclusiva, funzionalmente indipendenti, con uno o più accessi autonomi dall’esterno e destinati all’abitazione di un singolo nucleo familiare) e relative pertinenze (sia trainanti, sia trainati);
  • su unità immobiliari residenziali funzionalmente indipendenti (ossia dotate di installazioni o manufatti di qualunque genere, quali impianti per l’acqua, per il gas, per l’energia elettrica e per il riscaldamento di proprietà esclusiva) e con uno o più accessi autonomi dall’esterno (ossia accessi non comuni ad altre unità immobiliari chiusi da cancello o portone d’ingresso che consentano l’accesso dalla strada o da cortile o giardino di proprietà esclusiva) site all’interno di edifici plurifamiliari e relative pertinenze (sia trainanti, sia trainati);
  • su singole unità immobiliari residenziali e relative pertinenze all’interno di edifici in condominio (solo trainati).

Per quanto riguarda il requisito dell’accesso indipendente, un emendamento approvato in Senato alla legge di conversione del DL 104/2020 (emendamento n. 80.10) chiarisce che, per accesso autonomo all’esterno, si intende un accesso indipendente, “non comune ad altre unità immobiliari, chiuso da cancello o portone di ingresso che consenta l’accesso dalla strada o da cortile o giardino, anche di proprietà non esclusiva.

Pertanto:

  • se l’ingresso indipendente si affaccia direttamente su un cortile o giardino di proprietà comune con altre unità immobiliari, da cui si accede poi alla strada, il requisito dell’autonomia di accesso sussiste;
  • se l’ingresso indipendente si affaccia su un cortile o giardino di proprietà esclusiva, il requisito dell’autonomia di accesso sussiste, compreso il caso in cui il cortile o giardino di proprietà esclusiva non consenta, a sua volta, l’accesso alla strada “direttamente”, ma per il tramite di un’ulteriore area “intermedia” di proprietà comune con altre unità immobiliari;
  • se l’ingresso indipendente si affaccia direttamente sulla strada, il requisito dell’autonomia sussiste (essendo irrilevante che la strada sia pubblica o privata in multiproprietà – cfr. la risposta del MEF all’interrogazione parlamentare in Commissione Finanze della Camera n. 5-04686);

In ogni caso, sono esclusi dal superbonus gli interventi realizzati su unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli).

Per quanto riguarda le case rurali che, per la definizione contenuta nell’ articolo 9 del DL 557/1993, sono abitazioni che devono soddisfare le esigenze connesse alla attività agricola svolta ed essere utilizzate dal soggetto che conduce il terreno agricolo cui l’immobile è asservito, si osserva che si tratta pur sempre di immobili con funzione residenziale e, in ogni caso, l’esclusione dal superbonus opera per le persone fisiche titolari di reddito di impresa, ma non per le imprese agricole titolari di reddito fondiario.

Sono interventi c.d. “trainanti” quelli di:

  • isolamento termico (c.d. “cappotto termico”) delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano:
    • l’involucro degli edifici, compresi quelli unifamiliari, con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo;
    • o l’involucro dell’unità immobiliare sita all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno (in tal caso l’incidenza superiore al 25% è riferita alla singola unità immobiliare);

Ai sensi della Circolare n. 24/E del 8/8/2020, il superbonus spetta per gli interventi di isolamento termico delle suddette superfici delimitanti il volume riscaldato, verso l’esterno o verso vani non riscaldati che rispettano i valori di trasmittanza “U” (dispersione di calore), espressa in W/m2K definiti dal Decreto del MISE 11/3/2008. Sembrerebbe pertanto che il cappotto termico non sia agevolato qualora il tetto copra non direttamente gli appartamenti, ma un vano non riscaldato (es. soffitta).

  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti:
    • con impianti centralizzati per il riscaldamento, e/o il raffrescamento e/o la fornitura di acqua calda sanitaria sulle parti comuni degli edifici;
    • o con impianti per il riscaldamento, e/o il raffrescamento e/o la fornitura di acqua calda sanitaria sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;
  • interventi antisismici (c.d. sismabonus) di cui ai commi da 1-bis a 1-septies dell'articolo 16 del DL 63/2013.

Per gli interventi di efficientamento energetico realizzati su edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari site all'interno di edifici plurifamiliari, funzionalmente indipendenti e che dispongono di uno o più accessi autonomi dall’esterno, il Superbonus spetta per le spese sostenute dalle persone fisiche su un massimo di due unità immobiliari. Tale limitazione non opera per le spese sostenute per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio, nonché per gli interventi antisismici.

Per quanto riguarda gli interventi su parti comuni degli edifici, la Circolare Ag. Entrate n. 24/E del 8/8/2020 chiarisce che:

  • il singolo condomino usufruisce della detrazione per i lavori effettuati sulle parti comuni degli edifici, in ragione dei millesimi di proprietà o dei diversi criteri applicabili ai sensi degli artt. 1123 e seguenti del codice civile (il singolo condomino, ai fini dell’applicazione del superbonus, in presenza di resistenze in sede di delibera condominiale per l’effettuazione di interventi agevolabili, può decidere di farsi carico dell’intera spesa e, in tal caso, potrà beneficiare dell’intera detrazione in forza dell’art. 10, comma 3 del DL 76/2020 convertito dalla L. 120/2020, purché sia legittimato dall’assemblea e la delibera assunta da quest’ultima costituisca la “diversa convenzione” in base alla quale, ai sensi dell’art. 1123 C.C., la detrazione può essere ripartita tra i condomini in forza di criteri diversi dai millesimi spettanti);
  • la detrazione spetta anche ai possessori (o detentori) di sole pertinenze (come ad esempio box o cantine) che abbiano sostenuto le spese relative agli interventi su parti comuni;
  • i condomìni minimi, nei quali, non sussistendone l'obbligo, non sia nominato un amministratore, non sono tenuti a richiedere il codice fiscale, in quanto, ai fini della fruizione del beneficio, può essere utilizzato il codice fiscale del condomino che ha effettuato i connessi adempimenti, ferma restando la necessità di dimostrare che gli interventi sono stati effettuati su parti comuni dell’edificio;
  • sono parti comuni, ai sensi dell’articolo 1117 del codice civile, tra le altre, il suolo su cui sorge l’edificio, i tetti e i lastrici solari, le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all’uso e al godimento comune, come gli impianti per l’acqua, per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento e simili fino al punto di diramazione degli impianti ai locali di proprietà esclusiva dei singoli condòmini;
  • il Superbonus non si applica agli interventi realizzati sulle parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate di un edificio interamente posseduto da un unico proprietario o in comproprietà fra più soggetti.

Un emendamento approvato in Senato alla legge di conversione del DL 104/2020 chiarisce inoltre che, con riferimento agli interventi su parti comuni condominiali, sarà sufficiente la maggioranza degli intervenuti in assemblea, che rappresenti almeno un terzo delle quote millesimali complessive (anziché i due terzi).

In alcuni casi concreti, potrebbe essere opportuno valutare modifiche nell’assetto proprietario o catastale. Ad esempio:

  • in un edificio composto da più alloggi tutti in comproprietà indivisa tra fratelli (no condominio), è possibile vendere o donare uno degli alloggi al figlio di uno dei fratelli, per far sorgere automaticamente un condominio e consentire l’applicazione del superbonus;
  • in un edificio bifamiliare singolarmente accatastato ma con due alloggi funzionalmente indipendenti, seppure con unico accesso alla strada, è possibile valutare la creazione di due unità immobiliari distintamente accatastate, ognuna con proprio numero civico e accesso ala strada, così da facilitare l’applicazione del superbonus al cappotto termico che, in tal caso, dovrà riguardare almeno il 25% della superficie disperdente lorda di ciascuna unità immobiliare (anziché dell’intero edificio), consentendone il miglioramento di due classi energetiche (invece che con riferimento all’intero edificio) e con applicazione del limite di spesa su ciascuna unità immobiliare (anziché  con riferimento all’intero edificio).

5 INTERVENTI AGEVOLATI: INTERVENTI TRAINATI

Il Superbonus spetta anche per gli interventi c.d. “trainati”, a condizione che siano eseguiti congiuntamente con almeno uno degli interventi trainanti.

In particolare, l’agevolazione spetta per i seguenti interventi a condizione che siano eseguiti congiuntamente (ossia nell’arco di tempo compreso tra la data di inizio e di fine lavori per gli interventi trainanti) con almeno uno degli interventi di isolamento termico e sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale trainanti e che consentano nel loro complesso il miglioramento di due classi energetiche oppure, ove ciò non è possibile, il conseguimento della classe energetica più alta:

  • interventi di efficientamento energetico rientranti nell’ecobonus ai sensi dell’art. 14 del DL 63/2013, nei limiti di spesa previsti dalla legislazione vigente per ciascun intervento (es. sostituzione serramenti e infissi, installazione schermature solari, installazione pannelli solari);
  • installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici di cui all’art. 16-ter del DL 63/2013 con un ammontare massimo delle spese pari a euro 3.000.

Si noti che gli interventi di efficientamento energetico trainati danno diritto al Superbonus anche a prescindere dalla effettuazione degli interventi trainanti di isolamento termico o di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, qualora questi ultimi non possano essere realizzati in quanto gli immobili sono sottoposti alla tutela disciplinata dal Codice dei beni culturali e del paesaggio o per effetto di regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali. Ai fini del Superbonus è comunque necessario che gli interventi assicurino il miglioramento di almeno due classi energetiche ovvero, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta.

Il Superbonus spetta anche per i seguenti interventi a condizione che siano eseguiti congiuntamente con almeno uno degli interventi trainanti di cui al paragrafo precedente (sia di efficientamento energetico, sia antisismici):

  • installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica sugli edifici indicati all’articolo 1, comma 1, lettere a), b), c) e d), del DPR 26 agosto 1993, n. 412;
  • installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici

6 INTERVENTI DI EFFICIENTAMENTO ENERGETICO

Gli interventi di efficientamento energetico trainanti (cappotto termico e sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale), ai fini del Superbonus, devono:

  • rispettare i requisiti previsti dal decreto del MISE del 6/8/2020 emanato ai sensi del comma 3-ter dell’articolo 14 del DL 63/2013;
  • assicurare, nel loro complesso, anche congiuntamente agli interventi di efficientamento energetico trainati, all'installazione di impianti solari fotovoltaici ed, eventualmente, dei sistemi di accumulo, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, compreso quello unifamiliare o delle unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti e che dispongono di uno o più accessi autonomi dall’esterno, ovvero, se non possibile in quanto l’edificio o l’unità familiare è già nella penultima (terzultima) classe, il conseguimento della classe energetica più alta.

Il miglioramento energetico è dimostrato dall’attestato di prestazione energetica (A.P.E.), ante e post intervento, rilasciato da un tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.

Il Superbonus spetta anche se gli interventi di efficientamento energetico sono eseguiti mediante demolizione e ricostruzione con la medesima volumetria.

I limiti di spesa per gli interventi di efficientamento energetico trainanti sono i seguenti:

  • Interventi di isolamento termico degli involucri degli edifici (c.d. “cappotto termico”):
    • 50.000 euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti site all’interno di edifici plurifamiliari;
    • 40.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da 2 a 8 unità immobiliari;
    • 30.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da più di 8 unità immobiliari.
  • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale (la detrazione spetta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell'impianto sostituito):
    • 30.000 euro per singola unità immobiliare, nel caso di interventi su edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari;
    • 20.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da 2 a 8 unità immobiliari;
    • 15.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di 8 unità immobiliari.

Per gli interventi di risparmio energetico trainati valgono i limiti di spesa ordinariamente previsti per le diverse tipologie dei medesimi.

Nella circolare n. 24/E del 8/8/2020, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che:

  • nel caso in cui sul medesimo immobile siano effettuati più interventi agevolabili, il limite massimo di spesa detraibile è costituito dalla somma degli importi previsti per ciascuno degli interventi realizzati;
  • nel caso di interventi realizzati su parti comuni di edifici in condominio, per i quali il limite di spesa è calcolato in funzione del numero delle unità immobiliari di cui l’edificio è composto, l’ammontare di spesa così determinato costituisce il limite massimo di spesa agevolabile riferito all’intero edificio e non quello riferito alle singole unità che lo compongono, potendo ciascun condomino fruire della detrazione anche in misura superiore all’ammontare commisurato alla singola unità immobiliare;
  • nel caso di interventi astrattamente riconducibili a più fattispecie agevolabili, è possibile applicare una sola agevolazione;
  • nel caso di una pluralità di interventi, alcuni rientranti nel superbonus ed altri rientranti nell’ambito delle ordinarie detrazioni (es. per ristrutturazioni edilizie), è possibile usufruire di entrambe, purché le relative spese siano distintamente contabilizzate.

7 INTERVENTI ANTISISMICI

La detrazione per gli interventi antisismici (sismabonus) prevista dall’articolo 16, commi da 1-bis a 1-septies del DL 63/2013, nel limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, è elevata al 110% per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 e spetta per:

  • la messa in sicurezza statica di edifici ubicati nelle zone sismiche 1,2 e 3 di cui all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20/3/2003;
  • l’acquisto delle case antisismiche;
  • la realizzazione di sistemi di monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici, eseguita congiuntamente ad uno degli interventi trainanti di isolamento termico dell’involucro o di sostituzione dei sistemi di climatizzazione invernale, nel rispetto dei limiti di spesa previsti per tali interventi.

Se il credito corrispondente alla detrazione spettante è ceduto ad un'impresa di assicurazione e contestualmente viene stipulata una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione spettante per i premi assicurativi versati, prevista ordinariamente dal TUIR nella misura del 19%, è elevata al 90%.

8 INSTALLAZIONE DI IMPIANTI SOLARI FOTOVOLTAICI

L’applicazione della maggiore aliquota di detrazione del 110% per l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica e di sistemi di accumulo integrati negli impianti stessi è subordinata alla:

  • installazione degli impianti eseguita congiuntamente ad uno degli interventi trainanti di isolamento termico delle superfici opache o di sostituzione degli impianti di climatizzazione nonché antisismici che danno diritto al Superbonus;
  • cessione in favore del GSE, con le modalità di cui all’art. 13, comma 3 del D.lgs 29 dicembre 2003, n. 387, dell’energia non auto-consumata in sito ovvero non condivisa per l’autoconsumo (nell’ambito delle comunità energetiche).

La detrazione per l’installazione di impianti fotovoltaici è calcolata su un ammontare complessivo delle spese stesse non superiore a euro 48.000, e comunque nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell'impianto solare fotovoltaico, per singola unità immobiliare (il limite di spesa è ridotto ad euro 1.600 per ogni kW di potenza nel caso in cui sia contestuale ad un intervento di ristrutturazione edilizia, di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica, di cui all’articolo 3, comma 1, lett. d), e) ed f) del d.P.R. n. 380 del 2001).

Il limite di spesa per la contestuale installazione di sistemi di accumulo è sempre pari ad euro 48.000 (da sommare eventualmente a quello per l’installazione degli impianti – cfr. risoluzione 60/E del 28/9/2020) e comunque di 1.000 euro per ogni Kwh.

La detrazione non è cumulabile con altri incentivi pubblici o altre forme di agevolazione di qualsiasi natura previste dalla normativa europea, nazionale e regionale.

9 ALTERNATIVE ALLA DETRAZIONE: OPZIONE PER LO SCONTO SUL CORRISPETTIVO E CESSIONE DEL CREDITO

L’art. 121 del DL Rilancio consente, in alternativa alla fruizione della detrazione del 110% in cinque quote annuali, di optare per:

  • lo sconto sul corrispettivo: in questo caso, il fornitore dei beni e servizi relativi agli interventi agevolati anticipa il contributo corrispondente all’importo della detrazione spettante, pari al massimo al corrispettivo stesso, e lo recupera successivamente sotto forma di credito d'imposta, con possibilità di cederlo ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari;
  • la cessione del credito di imposta corrispondente alla detrazione spettante, ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successive cessioni.

La circolare n. 24/E del 8/8/2020 chiarisce che:

  • l’opzione può essere effettuata in relazione a ciascuno degli stati di avanzamento dei lavori che, con riferimento agli interventi ammessi al Superbonus, non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo (il primo stato di avanzamento deve riferirsi ad almeno il 30% e il secondo ad almeno il 60% dell’intervento medesimo);
  • nel caso in cui più soggetti sostengano spese per interventi realizzati sul medesimo immobile di cui sono possessori, ciascuno potrà decidere se fruire direttamente della detrazione o esercitare le opzioni previste, indipendentemente dalla scelta operata dagli altri (es. i diversi condomini nel caso di interventi su parti comuni).

In ogni caso, il credito di imposta che non sia ulteriormente ceduto:

  • è utilizzato in compensazione in F24;
  • è fruito con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione;
  • per la quota eventualmente non utilizzata nell'anno, non può essere fruito negli anni successivi, né richiesto a rimborso;
  • non è soggetto al limite annuale di compensabilità in F24 di euro 700.000 (elevato a 1 milione di euro per il 2020), né al limite dei crediti di imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi, pari ad euro 250.000;
  • non è soggetto al divieto di compensazione in presenza di debiti iscritti a ruolo per importi superiori a 1.500 euro.

Sotto il profilo sanzionatorio:

  • i fornitori e i soggetti cessionari rispondono solo per l'eventuale utilizzo del credito d'imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito d’imposta ricevuto,
  • l’Agenzia delle Entrate procede alla verifica documentale della sussistenza dei presupposti per la detrazione in capo al soggetto che ha esercitato l’opzione e, in mancanza, provvede nei suoi confronti al recupero dell’importo corrispondente alla detrazione non spettante maggiorato degli interessi e delle sanzioni, salva la responsabilità solidale del fornitore o cessionario del credito in caso di concorso nella violazione.

Si ricorda che l’opzione per lo sconto sul corrispettivo o per la cessione del credito non è applicabile soltanto alle fattispecie rientranti nel superbonus del 110% ma a tutte le detrazioni previste per i seguenti interventi edilizi:

  • recupero del patrimonio edilizio previsto dall’art. 16-bis del TUIR (interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari o su parti comuni di edifici, nonché interventi di manutenzione ordinaria effettuati sulle parti comuni degli edifici);
  • riqualificazione energetica rientranti nell’ecobonus ai sensi dell’art. 14 del DL 63/2013 (ad esempio, gli interventi di sostituzione degli impianti di riscaldamento o delle finestre comprensive di infissi, gli interventi sulle strutture o sull’involucro degli edifici, nonché quelli finalizzati congiuntamente anche alla riduzione del rischio sismico);
  • adozione di misure antisismiche rientranti nel sismabonus ai sensi dell’art. 16 del DL 63/2013;
  • recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi gli interventi di sola pulitura o tinteggiatura esterna, per i quali spetta il bonus facciate introdotto dalla legge di Bilancio 2020 (articolo 1, comma 219 e 220, della L. 27 dicembre 2019, n. 160);
  • installazione di impianti fotovoltaici ai sensi dell’art. 16-bis, comma 1, lett. h) del TUIR, compresi quelli che danno diritto al Superbonus;
  • installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici ai sensi dell’art. 16-ter del DL 63/2013, compresi quelli che danno diritto al Superbonus.

10 ADEMPIMENTI: COMUNICAZIONE DELLE OPZIONI

Le modalità di esercizio delle opzioni di cui al paragrafo precedente sono state definite dal Provv.to Agenzia delle Entrate 8/8/2020 n. 283847 in attuazione del comma 7 dell’art. 121 del DL 34/2020.

In particolare, l’esercizio delle opzioni deve avvenire:

  • mediante il modello di Comunicazione approvato con il citato Provvedimento;
  • esclusivamente per via telematica;
  • pena l’inefficacia dell’opzione nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.

Il modello “Comunicazione” si compone di:

  • frontespizio;
  • quattro quadri (da A a D) contenenti i dati relativi:
    • al tipo di intervento effettuato,
    • agli estremi catastali dell’immobile oggetto di intervento,
    • all’esercizio dell’opzione;
    • al soggetto che accetta di essere l’avente causa dell’esercizio dell’opzione, in qualità di fornitore che applica lo sconto o di cessionario del credito.

Nel frontespizio sono contenuti:

  • i dati del beneficiario o del condominio che presenta la comunicazione;
  • i dati dell’eventuale intermediario che trasmette la comunicazione in via telematica (la trasmissione deve avvenire obbligatoriamente da parte dell’intermediario che rilascia il visto di conformità ai fini del superbonus);
  • i dati relativi al rilascio del visto di conformità e dell’asseverazione, nel solo caso in cui l’opzione riguardi detrazioni IRPEF/IRES relative a spese che rientrano nell’ambito del superbonus del 110%.

Per ogni diversa tipologia di intervento eventualmente effettuata dallo stesso soggetto sul medesimo immobile o, nel caso di interventi effettuati da condomìni che ricadono in tipologie differenti e per i quali i singoli condomini possono scegliere di esercitare l’opzione in relazione ad una delle diverse tipologie ammesse, è necessario presentare distinte comunicazioni.

I termini per l’invio della Comunicazione sono i seguenti:

  • per le spese sostenute nel 2020: dal 15/10/2020 al 16/3/2021;
  • per le spese sostenute nel 2021: entro il 16/3/2022;
  • in ogni caso, per interventi di efficientamento energetico trainanti o trainati, a partire dal quinto giorno lavorativo successivo al rilascio da parte dell’ENEA della ricevuta di avvenuta trasmissione dell’asseverazione prevista;
  • in caso di opzione per la cessione delle rate di detrazione non fruite, il 16 marzo dell’anno di scadenza del termine ordinario di presentazione della dichiarazione dei redditi in cui avrebbe dovuto essere indicata la prima rata di detrazione oggetto di cessione (es. spese sostenute nel 2020, con utilizzo della prima rata di detrazione nel modello Redditi 2021 e cessione del credito a partire dalla seconda rata che avrebbe dovuto essere indicata nel modello Redditi 2022: scadenza entro il 16/3/2022).

È possibile annullare o sostituire una Comunicazione già presentata soltanto entro il quinto giorno del mese successivo alla trasmissione.

11 ADEMPIMENTI: VISTO DI CONFORMITÀ E ASSEVERAZIONI

Per fruire del superbonus sono richiesti:

  • alcuni adempimenti ordinariamente previsti per fruire delle detrazioni per interventi “edilizi”, come l’obbligo di pagamento tramite bonifico c.d. “parlante” (contenente la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita IVA o codice fiscale del beneficiario del bonifico) assoggettato a ritenuta di acconto dell’8% (l’obbligo di pagamento tramite tale bonifico non riguarda i soggetti esercenti attività di impresa);
  • altri adempimenti specificatamente previsti per il Superbonus, quali il visto di conformità e l’asseverazione tecnica.

Il visto di conformità:

  • è richiesto solo in caso di esercizio dell’opzione per lo sconto sul corrispettivo o per la cessione del credito nell’ambito di interventi che rientrano nel superbonus del 110%;
  • è rilasciato dai soggetti incaricati della trasmissione telematica delle dichiarazioni (dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro) e dai responsabili dell’assistenza fiscale dei CAF;
  • è rilasciato a seguito della verifica della presenza delle asseverazioni e delle attestazioni rilasciate dai professionisti incaricati.

L’asseverazione, rilasciata al termine dei lavori o per ogni stato di avanzamento, attesta i requisiti tecnici sulla base del progetto e della effettiva realizzazione ed è richiesta, sia ai fini della fruizione del superbonus in dichiarazione, sia ai fini dell’esercizio dell’opzione per lo sconto sul corrispettivo o per la cessione del credito:

  • per gli interventi di efficientamento energetico: è rilasciata da parte di un tecnico abilitato e consente di dimostrare che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti (definiti con decreto del ministero dello Sviluppo Economico del 6/8/2020, c.d. decreto “requisiti”, con il quale sono stabiliti i requisiti tecnici degli interventi ai fini delle detrazioni per interventi di efficienza energetica e per il bonus facciate) e che le spese sostenute sono congrue in relazione agli interventi agevolati (per la valutazione di congruità si fa riferimento ai prezzari individuati dal decreto del Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 6/82020). Una copia deve essere trasmessa per via telematica all’ENEA entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori, secondo le modalità stabilite dal Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 3/8/2020 (c.d. decreto “asseverazioni”);
  • per gli interventi antisismici: è rilasciata da parte dei professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze professionali e iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza ed ha ad oggetto l’efficacia degli interventi, in base alle disposizioni di cui al decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti 28 febbraio 2017, n. 58, nonché la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. L’asseverazione è depositata presso lo sportello unico per l’edilizia competente ai sensi dell’art. 5 del DPR 380/2001.

Sono detraibili anche le spese sostenute per il rilascio del visto di conformità nonché delle attestazioni e delle asseverazioni.

L’emendamento n. 80.10 approvato in Senato alla legge di conversione del DL 104/2020 chiarisce che al momento della presentazione dei titoli abilitativi per gli interventi sulle parti comuni che accedono al 110%, le asseverazioni dei tecnici abilitati “sullo stato legittimo degli immobili plurifamiliari” e i relativi accertamenti allo sportello unico devono essere riferiti “esclusivamente alle parti comuni degli edifici interessati”. Ciò significa che le irregolarità di unità singole non incideranno sull’autorizzazione dell’intervento complessivo.

Sotto il profilo sanzionatorio:

  • ferma l’applicazione delle sanzioni penali ove il fatto costituisca reato, ai soggetti che rilasciano attestazioni e asseverazioni infedeli si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 a euro 15.000 per ciascuna attestazione o asseverazione infedele resa. I tecnici abilitati sono obbligati a stipulare una polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle attestazioni o asseverazioni e, comunque, non inferiore a 500.000 euro, al fine di garantire ai propri clienti e al bilancio dello Stato il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’attività prestata;
  • la non veridicità delle attestazioni o asseverazioni comporta la decadenza dal beneficio.

Infine, si ricorda che, all’art. 6 del decreto del MISE del 6/8/2020 (c.d. decreto “Requisiti”), sono riepilogati gli adempimenti richiesti ai fini delle detrazioni per interventi di efficientamento energetico, tra i quali, in particolare, quelli richiesti ai fini del superbonus del 110%, ossia:

  • depositare in Comune la relazione tecnica di cui all'articolo 8, comma l, del D.lgs 19 agosto 2005, n. 192 o un provvedimento regionale equivalente;
  • acquisire l’asseverazione di un tecnico abilitato sulla rispondenza ai requisiti tecnici e sulla congruità delle spese;
  • acquisire l’attestato di prestazione energetica (APE);
  • acquisire, ove previsto, la certificazione del fornitore delle valvole termostatiche a bassa inerzia termica;
  • effettuare i bonifici c.d. “parlanti”;
  • conservare:
    • le fatture o le ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute per la realizzazione degli interventi;
    • limitatamente ai condomìni, la ricevuta del bonifico bancario, ovvero del bonifico postale, attraverso il quale è stato effettuato il pagamento;
    • la dichiarazione del proprietario di consenso all’esecuzione dei lavori nel caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile;
    • copia della delibera assembleare e della tabella millesimale di ripartizione delle spese nel caso di interventi effettuati su parti comuni di edifici (tale documentazione può essere sostituita dalla certificazione rilasciata dall’amministratore del condominio);
    • copia dell’asseverazione trasmessa all’ENEA o depositata presso lo sportello unico per l’edilizia.

12 ALCUNI CHIARIMENTI DI PRASSI

La risposta ad interpello n. 294 del 1° settembre 2020 ammette la possibilità per i vari condòmini di usufruire ciascuno di una diversa agevolazione per i medesimi interventi edilizi effettuati dal condominio e astrattamente rientranti in più tipologie di interventi agevolabili. Nella fattispecie, si tratta di lavori di rifacimento delle facciate con installazione dell’isolamento a cappotto, riconducibili sia al bonus facciate sia al superbonus. Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate sostiene che ogni condomino, per la parte di spesa a lui imputabile, può decidere se fruire del bonus facciate o dell’eco-bonus previsto dall’art. 14 del DL 63/2013, indipendentemente dalla scelta operata dagli altri condòmini. Ciò, ovviamente, a condizione che gli interventi rispettino i relativi requisiti richiesti e che siano rispettati gli adempimenti specificamente previsti in relazione a ciascuna agevolazione. In particolare, il Condominio dovrà indicare due distinte tipologie di interventi e, per ciascuna di esse, le spese sostenute, i dati delle unità immobiliari interessate e dei condòmini a cui sono attribuite le spese per ciascun tipo di intervento, specificando altresì chi ha eventualmente esercitato l’opzione per la cessione del credito.

La risposta ad interpello n. 325 del 9 settembre 2020 affronta il tema dell’opzione per lo sconto sul corrispettivo chiarendo che:

  • il contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto non può essere di ammontare superiore al corrispettivo stesso e, ai sensi del punto 3 del provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 283847 dell’8/8/2020, è pari alla detrazione spettante, determinata tenendo conto delle spese complessivamente sostenute nel periodo d’imposta, comprensive dell’importo non corrisposto al fornitore per effetto dello sconto praticato;
  • ai sensi del punto 1 del citato provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, l’opzione per lo sconto sul corrispettivo è esercitata dal contribuente che sostiene le spese “di intesa con il fornitore”, rientrando tale intesa nelle ordinarie dinamiche dei rapporti contrattuali e delle pratiche commerciali (non sussiste pertanto alcun obbligo da parte del fornitore di concedere lo sconto sul corrispettivo in alternativa alla detrazione in capo al contribuente);
  • è possibile optare per lo sconto sul corrispettivo anche in misura parziale, con la conseguenza che il fornitore acquisisce un credito di imposta in misura corrispondente allo sconto parziale praticato, mentre il contribuente può fruire della detrazione del 110% nella dichiarazione dei redditi per il residuo importo delle spese rimaste a suo carico o, in alternativa cedere il relativo credito a terzi.

Con la risposta ad interpello n. 326 del 9 settembre 2020, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che le spese di ristrutturazione effettuate sull’unità collabente (ossia non abitabile e incapace di produrre reddito) possono rientrare nell’ambito applicativo del superbonus del 110% nel rispetto dei requisiti tecnici richiesti dalle norme in materia di ecobonus e di sismabonus (che regolano gli interventi per i quali l’ordinaria detrazione è innalzata al 110%).

Nello specifico, ecobonus e sismabonus spettano anche per le spese sostenute per interventi realizzati su immobili classificati nella categoria catastale F/2 (unità collabenti) in quanto, come riconosciuto nella circolare 19/E del 8/7/2020, “pur trattandosi di una categoria riferita a fabbricati totalmente o parzialmente inagibili e non produttivi di reddito, gli stessi possono essere considerati come edifici esistenti, trattandosi di manufatti già costruiti e individuati catastalmente”.

Tuttavia, poiché per tutte le tipologie di interventi agevolabili ai sensi dell’art. 14 del DL 63/2013 (ecobonus), con la sola eccezione dell’installazione dei collettori solari per produzione di acqua calda, dei generatori alimentati a biomassa e delle schermature solari, per gli edifici collabenti nei quali l’impianto di riscaldamento non è funzionante, occorre dimostrare che l’edificio sia dotato di impianto di riscaldamento rispondente alle caratteristiche tecniche previste dalla legge (D.lgs 311/2006) e che tale impianto sia situato negli ambienti nei quali sono effettuati gli interventi di riqualificazione energetica.

Nella risposta ad interpello n. 327 del 9 settembre 2020, l’Agenzia delle Entrate ribadisce che:

  • sono agevolabili al 110% anche gli interventi eseguiti da chi detiene l’immobile in comodato d’uso gratuito, purché il relativo contratto sia regolarmente registrato;
  • se al momento dell’inizio dei lavori o del sostenimento delle spese, qualora antecedente, il contribuente non ha un titolo, risultante da un atto registrato, per detenere l’immobile, allora non può avere diritto alla detrazione, nemmeno se provvede alla successiva regolarizzazione;
  • le spese di tinteggiatura delle pareti esterne dell’edificio non sono detraibili al 110% ma soltanto, ricorrendone i presupposti, al 90% sulla base del bonus facciate (tali spese devono ritenersi invece agevolabili al 110% qualora costituiscano opere di completamento di un intervento agevolato al 110%, ai sensi di quanto affermato nella risposta n. 224 del 22 luglio 2020 in tema di sismabonus: “il sisma bonus può essere applicato anche alle spese sostenute per gli interventi realizzati sulla facciata, compresi quelli per la realizzazione dell'intonaco di fondo, dell'intonaco di finitura della tinteggiatura e dei decori, qualora gli stessi siano di completamento dell'intervento finalizzato alla riduzione del rischio sismico dell'edificio”).

La risposta ad interpello n. 328 del 9 settembre 2020 ammette la possibilità di comprendere le villette a schiera nella definizione di “edifici residenziali unifamiliari”, qualora siano soddisfatti i requisiti dell’indipendenza funzionale e della presenza di uno o più accessi autonomi dall’esterno, così come definiti nella circolare 24/E del 8/8/2020.

Con la risposta ad interpello n. 329 del 10 settembre 2020, poiché l’art. 119 del DL 34/2020 fa espresso riferimento agli interventi realizzati dai “condomìni” e non semplicemente agli interventi realizzati “su parti comuni”, l’Agenzia delle Entrate esclude l’applicabilità del Superbonus del 110%:

  • agli interventi realizzati sulle parti comuni di edifici composti da più unità immobiliari distintamente accatastate ma di proprietà di un unico soggetto o in comproprietà indivisa fra più soggetti;
  • agli interventi sulle singole unità immobiliari in quanto non inserite in un condominio (sulle singole unità immobiliari sono infatti consentiti soltanto interventi trainati, che necessitano di interventi trainanti sulle parti comuni di un condominio).

Con la risposta ad interpello n. 408 del 24 settembre 2020, l’Agenzia delle Entrate ammette la possibilità di usufruire del superbonus del 110% da parte di un singolo condomino che intende realizzare il cappotto termico limitatamente alla propria unità immobiliare, purché:

  • l’intervento di isolamento termico abbia un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo (o dell'unità immobiliare funzionalmente indipendente e munita di uno o più accessi autonomi dall’esterno, sita all’interno di edifici plurifamiliari);
  • l’intervento garantisca il salto di due classi energetiche o il salto fino alla classe massima (con riferimento all’intero edificio o all’unità immobiliare funzionalmente indipendente e con accessi autonomi);
  • l’intervento sia autorizzato dall’assemblea condominiale.

Nella Risoluzione n. 60/E del 28 settembre 2020, l’Agenzia delle Entrate precisa che l’esecuzione sulle parti comuni dell’edificio in condominio di almeno un intervento “trainante” consente a ciascun condomino di fruire del Superbonus effettuando sulla singola unità immobiliare (fino ad un massimo di due unità immobiliari) gli interventi “trainati” che rientrano nell’ecobonus. Nella fattispecie prospettata, si ipotizzano interventi trainanti sulle parti comuni di un condominio “minimo” composto da quattro condomini, quali il cappotto termico e interventi di riduzione del rischio sismico, nonché interventi trainati sulle parti comuni, quali la sostituzione dei portoni di ingresso dell’edificio, l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, l’installazione di infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici e l’installazione di impianti solari fotovoltaici e di sistemi di accumulo integrati. Contemporaneamente, si ipotizzano altri interventi trainati da realizzare nelle singole unità immobiliari che compongono il condominio, quali la sostituzione delle finestre e degli impianti di climatizzazione invernale. Infine, sono prospettati anche interventi sulle facciate. Tutti i suddetti interventi, ad eccezione di quelli di rifacimento delle facciate che rientrano soltanto nel bonus facciate del 90%, sono ammessi al Superbonus del 110%, ciascuno secondo i limiti di spesa previsti. In merito ai limiti di spesa, l’Agenzia delle Entrate ribadisce in particolare che:

  • per gli interventi “trainanti” il superbonus del 110% spetta entro determinati limiti di spesa, mentre per gli interventi “trainati” rimangono fermi i limiti massimi di detrazione stabiliti dall’art. 14 del DL 63/2013;
  • per gli interventi sulle parti comuni, il limite di spesa è dato dalla somma dei limiti stabiliti per ciascun intervento, a condizione che le spese siano separatamente contabilizzate;
  • per gli interventi sulle singole unità immobiliari, il limite di spesa è dato dalla somma dei limiti stabiliti per ciascuno degli interventi eseguiti sulle stesse, purché distintamente contabilizzate;
  • per ciascun condomino, il limite di spesa complessivo calcolato per i diversi interventi sulle parti comuni andrà ripartito in ragione dei millesimi e indipendentemente dalla quota parte attribuibile alla singola unità immobiliare ed andrà ad aggiungersi al limite di spesa calcolato per gli interventi eseguiti sulle sue unità immobiliari (al massimo due).

Nella risposta ad interpello n. 425 del 1° ottobre 2020, l’Agenzia delle Entrate ammette la possibilità di cedere il credito, derivante da interventi di risparmio energetico effettuati da una pluralità di fornitori, anche ad uno solo di essi, con riferimento all’intera detrazione spettante relativa a tutti gli interventi effettuati.

Con la risposta ad interpello n. 432 del 2 ottobre 2020, relativamente al caso di interventi agevolati di risparmio energetico effettuati da soggetti che non possono beneficiare della detrazione in quanto possiedono soltanto redditi assoggettati ad imposta sostitutiva (es. forfettari), l’Agenzia delle Entrate:

  • conferma che tali soggetti possono cedere il credito o optare per lo sconto sul corrispettivo;
  • chiarisce che la cessione del credito può avvenire nei confronti di qualunque soggetto, compresi i familiari.

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